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La conferenza stampa dei Nas - foto: Parmatoday

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'Carezze d'Oriente': prostituzione in due Centri massaggi: marito in carcere e moglie ai domiciliari

Attivitò di prostituzione in due Centri, una a Parma nella zona di Baganzola e uno a Fiorenzuola d'Arda, in provincia di Piacenza. La coppia di cinesi gestiva entrambi gli spazi: i Nas hanno verificato, tramite appostamenti e intercettazioni, il pagamento - da 50 a 100 euro - per prestazioni sessuali

Stamattina 18 febbraio i Nas di Parma, con la collaborazione dei militari dell'Arma territoriale, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del tribunale di Parma nell'ambito dell'inchiesta sulle attivita' di prostituzione che hanno portato agli  arresti domiciliari per una donna e alla custodia cautelare in carcere per il marito, entrambi di nazionalita' cinese e residenti a Parma. L'indagine, che ha portato anche a due decreti di sequestro penale preventivo dei Centri massaggi, e' stata avviata a partire da un attività ispettiva igienico-sanitaria. L'attenzione dei militari si e' concentrata su un biglietto con un numero di cellulare che era stato trovato su un sito di annunci erotici on line. 

Da questo primo elemento sono iniziate attività di controllo nei due centri massaggi. I Nas hanno documentato un via vai di clienti italiani e stranieri davanti ai due Centri. Le intercettazioni hanno permesso di verificare i fatti: all'interno delle due strutture, una a Parma nella zona di via Baganzola e una a Fiorenzuola d'Arda si svolgeva attività di prostituzione con tariffe fa 50 a 100 euro. Secondo la ricostruzione degli inquirenti il cliente concordava un prezzo per il massaggio e poi pagava un prezzo maggiore per le prestazioni sessuali, che prevedevano massaggi nelle parti intime e solo in alcuni casi rapporti orali.

I due Centri massaggi sono stati posti sotto sequestro. I due arrestati sono accusati di gestione di casa di prostituzione, sfruttamento aggravato della prostituzione. Per la donna c'e anche l'ipotesi si reato per sostituzione di persona perché ha fornito un identità falsa per la fornitura di energia elettrica per il centro di Fiorenzuola. La donna di 29 anni gestiva i due centri mentre il marito di 34 si occupava dell'aspetto logistico. 

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