Cronaca

Parma si ribella, commercianti e lavoratori in piazza: "Riaprite subito"

"Se il Governo non cambia passo sarà una tragedia": le voci della protesta

"Riaprite subito". Il coro dei commercianti, dei gestori dei locali, dei lavoratori dello spettacolo e della ristorazione si è fatto sentire forte anche a Parma. Senza scontri e problemi di ordine pubblico - a parte quattro grossi petardi che sono stati fatti esplodere durante il corteo e dal quale molti lavoratori e gestori hanno preso subito le distanze - Parma ha iniziato a ribellarsi e ad organizzarsi per protestare contro le norme contenute nell'ultimo Dpcm approvato dal Governo che prevede la chiusura - fino al 24 novembre - delle attività dei locali alle ore 18.

Una decisione che rischia di mettere in ginocchio molte attività e di conseguenza molti lavoratori del settore della ristorazione e dello spettacolo che si ritroveranno senza lavoro e con le spesa da pagare. "Non mi fido delle parole del Governo sugli aiuti: lo abbiamo già visto durante il lockdown di marzo e nei mesi successivi. Serve un appoggio consistente per i gestori e per i lavoratori del comparto, non la cassa intergrazione. Anche le associazioni del commercio lo stanno dicendo e sono con noi" sottolinea il gestore di un locale che ha deciso di scendere in piazza anche per tutelare i suoi dipendenti, che sono con lui per la protesta. Erano circa un migliaio i cittadini che sono scesi in piazza e che promettono di ritornare presto a protestare. 

"Noi abbiamo sempre rispettato le norme: abbiamo adattato i locali per rispettare tutte le misure imposte per contenere il contagio da Covid-19. Lo abbiamo fatto perchè era giusto però abbiamo speso soldi che non ci verranno rimborsati. Ora, certo, possiamo lavorare con i pranzi e nel fine settimana di giorno ma chiudere alle 18 per noi è una vera sciagura" - sottolinea un ristoratore che deve pensare anche al futuro dei suoi quattro dipendenti, tutti con famiglia al seguito.

A Parma per i negazionisti non c'è spazio: "Non ci rappresentano - noi siamo commercianti e vogliamo protestare contro il Dpcm. Non neghiamo la presenza del coronavirus, anzi siamo stati e siamo sempre molto attenti perchè l'obiettivo principale è tutelare la salute pubblica di noi, dei clienti e dei dipendenti della pizzeria. Mi dispiace che molti colleghi non siano scesi in piazza per paura di strumentalizzazioni: la prossima volta non dovrà essere così. Solo uniti riusciremo a raggiungere qualche obiettivo". 

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