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Protesta dipendenti Ati, luglio 2011

Protesta dipendenti Ati, luglio 2011

Dipendenti Ati: "Turni massacranti e pazienti esasperati dai ritardi"

Dopo la sentenza per condotta antisindacale che prevedeva un cambiamento delle condizioni lavorative dei dipendenti, poco o nulla è cambiato: "Facciamo turni massacranti quasi senza preavviso e con ritardi nel pagarci gli arretrati"

Dopo una lunga attesa, i dipendenti dell'Ati che da dicembre non ricevevano lo stipendio da parte di Croce Italia Marche, sono stati retribuiti dall'azienda ospedaliera, che si è fatta carico anche della prima trance di risarcimenti sempre per conto di Croce Italia Marche. Con una sentenza per condotta antisindacale dello scorso 30 dicembre, l'Ati è obbligata a risarcire i dipendenti a causa di danni arrecati, tra cui il mancato pagamento degli straordinari arretrati e i turni di lavoro organizzati con preavviso pressocchè nullo.

L'accordo tra le parti sancito davanti al giudice, prevedeva la possibilità di una rateizzazione dei risarcimenti in tre trances a patto del rispetto delle scadenze previste, pena il pagamento del debito residuo in una sola volta. Questo quanto ora i dipendenti pretendono a causa del mancato rispetto dei termini da parte di Croce Italia Marche. Nonostante l'accertamento di una condotta antisindacale, poco è cambiato da allora, secondo quanto raccontato dai dipendenti dell'Ati. "Una situazione assurda, insostenibile. Turni massacranti, la gente è costretta ad aspettare tre o quattro ore prima di essere accompagnata in reparto – ci racconta Maria Vescovi, delegato Cgil –. Ci avevano garantito condizioni migliori ma da quando abbiamo smesso di fare gli straordinari la situazione è ingestibile, ieri addirittura è stata chiamata l'Assistenza Pubblica per coprire i turni. Ci sono ritardi straordinari, i pazienti sono esasperati".

Una causa, quella per condotta antisindacale che, alla luce del mancato rispetto degli accordi, non può che andare avanti, secondo quanto raccontato dai dipendenti. "A oggi, che è giovedì, non so ancora quale sarà il mio turno di lavoro di lunedì, e di sicuro non lo saprò neanche domani. Il giudice aveva stabilito che era una situazione che non poteva più proseguire proprio perchè non rispettosa delle condizioni lavorative. Ora aspettiamo risposte dall'azienda ospedaliera, che ha tutte le carte in mano per cambiare una situazione ormai grigia che non può che peggiorare".

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