Lavoratori Inps, giovedì protesta in Prefettura: "Lottiamo per i servizi"

Spending review ancora sotto accusa. Inps e Inail protestano in tutta Italia contro i tagli voluti dal Governo. A Parma nuovo presidio in via Repubblica. I sindacati: "Peggioramento drammatico dei servizi"

Inps e Inail. L’universo di pensioni, indennità di disoccupazione, cassa integrazioni rischia di implodere. A sostenerlo sono i sindacati e i lavoratori dei due enti per i quali è previsto un taglio di personale di 5.500 posti. Un’iniziativa deleteria per realtà come Parma in cui, secondo i lavoratori “si lavora già con il peso della carenza di personale”. Giovedì 15 novembre i dipendenti Inps e Inail dalle 10.30 alle 12.30 saranno davanti alla sede della Prefettura di Parma in segno di protesta. Contestualmente un’iniziativa analoga avrà luogo a Roma davanti al Parlamento.

Dopo gli scioperi e i presidi delle scorse settimane prima in viale Basetti, poi in Prefettura gli ‘operai del 730’ tornano a far sentire la propria voce. “Si rende necessario - in concomitanza con l'inizio del dibattito parlamentare - far compiere alla mobilitazione un salto di qualità contro la legge di stabilità, - si legge in una nota diffusa dalla CGIL - contro l'ennesimo scippo di salari e di diritti, contro la riduzione di occupazione e di servizi previste dalla spending review del Governo, e per il rilancio di Enti che garantiscono il pagamento delle pensioni e la prevenzione degli infortuni sul lavoro, piaga che pone l'Italia agli ultimi posti fra i paesi industrializzati”.

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INPS: TUTTE LE PROTESTE DEI LAVORATORI


CHIUSURA DI SERVIZI E UFFICI. “Si tratta di scelte che, a giudizio dei sindacati di categoria di CGIL, UIL e CISAL,  - continua il comunicato - determineranno anche un peggioramento drammatico della qualità dei servizi offerti, a partire dalla chiusura obbligata di servizi ed uffici e dallo smantellamento di strumenti incentivanti che hanno prodotto, in questi anni, importanti livelli di efficacia ed efficienza. Tutto ciò non è più sopportabile e da subito è stata lanciata una mobilitazione diffusa su tutto il territorio nazionale, con assemblee, presidi e chiusure quotidiane di uffici e servizi”.


 

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