Spending review, protestano Inps e Inail: “A rischio i servizi al cittadino”

I lavoratori contro il disegno di legge di stabilità: in viale Basetti i dipendenti in presidio davanti alla sede dell'Inps. Nei prossimi giorni protesteranno dalle 8.30 alle 9. Denunciano sprechi e carenza di personale

I tagli del Governo Monti non piacciono neanche ai dipendenti pubblici. Anche a Parma stamattina si sono riuniti in assemblea davanti l’istituto previdenziale di viale Basetti i lavoratori di Inps, Inail ed ex Inpdap per protestare contro la spending review e il disegno di legge di stabilità. Il presidio continuerà ogni mattina fino alla fine della settimana dalle 8.30 alle 9. “Non vogliamo creare disservizi agli utenti, ma solo far sentire la nostra voce, – afferma una lavoratrice – poi in fondo noi siamo sia dipendenti sia utenti e capiamo i bisogni del cittadino”.

“Il disegno di legge sulla stabilità se attivato si ripercuoterà negativamente sia sui servizi a cassaintegrati, disoccupati, pensionati, invalidi – dichiara Giusy Cappello RSU CISAL – sia sulle risorse umane. A fronte di tagli indiscriminati che rendono per noi dipendenti difficile finanche avere fogli e penne per lavorare assistiamo allo spreco di milioni di euro in consulenze esterne e formazione professionale quando al nostro interno avremmo già le professionalità adatte a svolgere  i lavori che vengono sistematicamente affidati ai privati con costi astronomici per l’INPS e quindi per i contribuenti”.

“Siamo stanchi di questi continui attacchi al Pubblico Impiego, – tuona l’RSU UIL - con gli esuberi previsti non saremo più in grado di garantire i servizi al cittadino”. “E’ assurdo che ci si accanisca contro l’INPS, – spiega uno dei funzionari FP della CGIL – ha un bilancio in attivo di 700miliardi di euro ed è stata premiata a livello europeo per l’alta qualità del servizio. Eppure gli stipendi vengono sempre più decurtati. Il 31 saremo in Prefettura a chiedere spiegazioni”.

“Sono 39 anni e mezzo che lavoro qui – afferma una dipendente INPS – e per andare in pensione dovrò attendere il 2014. È inaccettabile”. “Io invece lavoro all’INPS dal 1973 e, se va bene, - afferma la collega - solo nel 2016 potrò andare in pensione. Se siamo in questa situazione la colpa è dei sindacati che fanno solo demagogia. La realtà è che ci hanno venduto. I sindacati hanno venduto i lavoratori e i loro diritti”.  
 

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