Cronaca Centro / Viale Francesco Basetti

Inps, la protesta dei lavoratori: in strada mezz'ora al giorno

"Paghiamo due volte, come lavoratori e come cittadini", sottolineano i manifestanti che ogni giorno si astengono da lavoro per 30 minuti in segno di protesta contro i tagli previsti dal disegno di legge di stabilità

Prosegue la protesta indetta dai dipendenti di Inps e Inail con l'appoggio di Cgil Funzione Pubblica, Uil Pubblica Amministrazione e Fialp Cisal, attraverso l'astensione dal lavoro per mezz'ora al giorno, contro i tagli definiti "lineari", previsti con la legge di stabilità del Governo Monti. "Meno personale e meno risorse = meno servizi al cittadino– si legge nel volantino distribuito agli utenti e ai passanti nel corso del presidio da membri dei coordinamenti sindacali Cgil Uil e Cisal dell'Inps– Noi siamo con te ma quella domanda proprio non te la possiamo ritirare. Ci è imposto di rifiutare ogni domanda cartacea e di spiegarti che puoi inviarla telematicamente dal sito dell'Inps. Noi facciamo il possibile per aiutarti ma se siamo costretti a dirti no il colpevole non è dall'altro lato dello sportello ma siede al Governo".

Le ricadute provocate dal disegno di legge sarebbero ingenti, sia in termini occupazionali che sul piano della qualità dei servizi, sottolinea M. V., una dipendente. "Siamo davanti a una perdita della qualità dei servizi, siamo già al limite, davanti a una carenza di personale e a un incremento delle richieste. Se si continua a togliere risorse il rischio è di un peggioramento continuo dei servizi", sottolinea Giusy Cappello Rsu.

"Siamo chiamati a fornire un numero sempre maggiore di servizi, ma con risorse esigue. I cittadini si lamentano di continuo, ma la colpa non è nostra. Manca un turn over, non ci sono assunzioni da 10 anni", lamenta una dipendente, che sottolinea anche le possibili ricadute sui servizi offerti agli invalidi e ai cassaintegrati. "Non ci riteniamo a priori contro i tagli ma, se fatti in maniera lineare, non producono nulla di positivo. Si dovrebbe operare i tagli dove effettivamente ce ne sarebbe bisogno, ad esempio per consulenze esterne onerose, a cui si attinge invece di usufruire di competenze interne", sottolineano nel corso del presidio. "Paghiamo due volte, sia come lavoratori che come cittadini".

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