Inps, la protesta dei lavoratori: in strada mezz'ora al giorno

"Paghiamo due volte, come lavoratori e come cittadini", sottolineano i manifestanti che ogni giorno si astengono da lavoro per 30 minuti in segno di protesta contro i tagli previsti dal disegno di legge di stabilità

Prosegue la protesta indetta dai dipendenti di Inps e Inail con l'appoggio di Cgil Funzione Pubblica, Uil Pubblica Amministrazione e Fialp Cisal, attraverso l'astensione dal lavoro per mezz'ora al giorno, contro i tagli definiti "lineari", previsti con la legge di stabilità del Governo Monti. "Meno personale e meno risorse = meno servizi al cittadino– si legge nel volantino distribuito agli utenti e ai passanti nel corso del presidio da membri dei coordinamenti sindacali Cgil Uil e Cisal dell'Inps– Noi siamo con te ma quella domanda proprio non te la possiamo ritirare. Ci è imposto di rifiutare ogni domanda cartacea e di spiegarti che puoi inviarla telematicamente dal sito dell'Inps. Noi facciamo il possibile per aiutarti ma se siamo costretti a dirti no il colpevole non è dall'altro lato dello sportello ma siede al Governo".

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Le ricadute provocate dal disegno di legge sarebbero ingenti, sia in termini occupazionali che sul piano della qualità dei servizi, sottolinea M. V., una dipendente. "Siamo davanti a una perdita della qualità dei servizi, siamo già al limite, davanti a una carenza di personale e a un incremento delle richieste. Se si continua a togliere risorse il rischio è di un peggioramento continuo dei servizi", sottolinea Giusy Cappello Rsu.

"Siamo chiamati a fornire un numero sempre maggiore di servizi, ma con risorse esigue. I cittadini si lamentano di continuo, ma la colpa non è nostra. Manca un turn over, non ci sono assunzioni da 10 anni", lamenta una dipendente, che sottolinea anche le possibili ricadute sui servizi offerti agli invalidi e ai cassaintegrati. "Non ci riteniamo a priori contro i tagli ma, se fatti in maniera lineare, non producono nulla di positivo. Si dovrebbe operare i tagli dove effettivamente ce ne sarebbe bisogno, ad esempio per consulenze esterne onerose, a cui si attinge invece di usufruire di competenze interne", sottolineano nel corso del presidio. "Paghiamo due volte, sia come lavoratori che come cittadini".

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