Sanità, al Maggiore protesta contro i tagli: "Diritto alla salute a rischio"

La protesta dei sindacati Cgil, Uil, davanti al Maggiore contro i tagli alla Sanità del Governo Monti: "6.500 persone non avranno più il lavoro e sarà soppresso il 20% dei posti letto per scelte irrazionali e inaccettabili"

Tagli lineari che non tengono conto del benessere dei cittadini, una pericolosa deriva che il governo dei tecnici vuole ingiustamente imporre ai lavoratori. I sindacati FP CGIL, UIL FPL, UIL PA e FLC CGIL definiscono così gli effetti della Spending Review del Governo Monti che arriverà oggi in Senato, per i tagli che toccano, tra gli altri, anche il settore della Sanità. Un fiore all'occhiello per la regione Emilia Romagna che rischierebbe un forte peggioramento del servizio offerto, secondo quanto lamentato dai sindacati che oggi protestano davanti all'Ospedale Maggiore nell'ambito di un'iniziativa estesa in tutta la regione. 6.500 i posti di lavoro, su 60.000 addetti, che in Emilia Romagna potrebbero andare persi, denunciano Cgil e Uil, per la soppressione di 4000 posti letto degli attuali 20.000.

"Il rishio concreto è che venga negato il diritto alla salute – tuona Sauro Salati Funzione Pubblica Cgil – che si traduce in una pesante riduzione dei posti letto perchè, secondo una prima lettura dei provvedimenti, si passerebbe da 4,2 a 3,7 ogni 1000 abitanti. Pur essendo una regione virtuosa, il rischio è di un peggioramento dei servizi alla salute. Questo vuol dire che se oggi si è costretti a restare in coda al Pronto Soccorso per un posto letto anche 10 o 12 ore, si potrebbe passare a 24 ore". A rischiare "sforbiciate" anche la sanità privata convenzionata. "Per avere dati più precisi su Parma occorrerà aspettare qualche giorno, ma si parla orientativamente di un 12% di posti letto in meno". Una vera e propria macelleria sociale, secondo Salati, che sottolinea come la riduzione dei posti letto si tradurrà anche in licenziamenti. "Siamo molto preoccupati, c'è un rischio altissimo negli enti locali. Si pensi cosa può significare dato che entrano anche i dati delle 35 partecipate del Comune di Parma. Un taglio alla sanità che, a Parma, può significare che il 10% degli infermieri dell'Ospedale non sarà assunto rispetto al turn over, con aumenti dei ticket per i cittadini. Costi su costi, minori diritti alla salute e persone che non si curano".

Un'iniziativa di protesta a cui potrebbero seguirne altre sino a settembre da parte dei sindacati che chiedono un dialogo per evitare gli effetti delle scelte preannunciate. "Le condizioni di una sanità che ha funzionato sono a rischio, è un luogo di ricerca, in cui si fa formazione, si rischia di perdere un patrimonio, non è comprensibile che in un momento in cui si parla della necessità di crescita e di rilancio si taglino proprio i posti in cui si fa".

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