'Ci negano la residenza': protesta degli inquilini. Il Comune la concede

Stamattina dopo le 10 gli inquilini degli stabili occupati dell'ex cinema Lux, dello Spazio Popolare Sovescio e via Bixio e di ArtLab sono entrati al Duc. Dopo l'incontro della delezione la residenza è stata concessa subito a chi non l'aveva

"Ci negano la residenza e senza quella non possiamo accedere ai diritti fondamentali, come la tutela da parte degli assistenti sociali e il diritto al medico di famiglia". Al Duc, direzione degli uffici comunali di Parma, stamattina dopo le ore 10 è iniziata la protesta degli occupanti di alcune palazzine in città, l'ex cinema Lux di piazzale Bernieri, lo spazio ArtLab in borgo Tanzi e lo stabile occupato il 16 novembre 2013, denominato Spazio Popolare Autogestito Sovescio tra via Bixio e borgo San Giuseppe, in Oltretorrente. 

VIDEO: GLI ESITI DELL'INCONTRO 

AGGIORNAMENTI. Alle ore 12 la delegazione è uscita dall'incontro, a cui ha partecipato anche l'assessore ai servizi demografici Giovanni Marani. "La residenza verrà concessa subito a chi non ce l'ha: il Comune ci ha detto che individuerà uno stabile comunale per poter concedere la residenza e permettere quindi a tutti di accedere al medico di base e ai servizi sociali. Per gli abitanti delle case occupate che hanno già residenza a Parma ma non nel luogo in cui abitano ci hanno assicurato che verrà concessa, dopo la risoluzione di disguidi tecnici. Ci sarà un nuovo incontro martedì". 

IL VIDEO DELLA PROTESTA 

Alle ore 11 è iniziato un incontro tra una delegazione di abitanti e attivisti in protesta e la responsabile del servizio, come chiesto dai manifestanti che stamattina sono entrati al Duc. "Nel giorno in cui il Comune di Parma presenta una grossa iniziativa sui diritti, viene negata la residenza agli abitanti, un diritto fondamentale che garantisce altri diritti fondamentali, tutelati dalla Legge e della Costituzione" ha detto un altro attivista al megafono davanti agli sportelli del Duc

LA NOTA DELLA RETE DIRITTI IN CASA. "Residenza per tutti e tutte! Un'altra decisiva vittoria. Oggi i 12 nuclei occupanti gli stabili di piazzale Bernieri e di borgo San Giuseppe (Sovescio) insieme a numerosi solidali si sono recati agli uffici dell'anagrafe presso il DUC di Parma per vedere riconosciuto i loro diritti. Infatti ogni volta che si presentavano singolarmente gli veniva negata la possibilità di presentare la domanda per la residenza adducendo motivi tecnici (in particolare la cancellazione del numero civico). La residenza è fondamentale per poter aver accesso a tutte le prestazioni sociali e mediche, oltre che per veder riconosciuti i propri diritti politici; negandola si pongono gli individui in uno stato di invisibilità e di incapacità di far valere i propri diritti. Ci siamo presentati in massa volendo parlare con i responsabili, convinti che questi motivi tecnici fossero solamente un paravento per nascondere scelte politiche indegne e insostenibili. Una delegazione è stata ricevuta dalla responsabile del procedimento Turci Elena e dall'assessore ai servizi demografici Giovanni Marani. Riconoscendo la gravità della situazione, e l'impossibilità di trattare una questione gravemente lesiva dei diritti come semplice questione tecnica, hanno subito concesso la residenza e l'accesso ai diritti a tutti gli occupanti che, risultando residenti fuori città, erano privi di qualunque tipo di tutela e diritto (dall'avere un medico di famiglia a poter mandare i propri figli a scuola, dal poter essere seguiti da un assistente sociale ad avere i diritti politici). In questo modo è stata subito risolta la questione più impellente.Per martedì prossimo è stato fissato un tavolo fra gli assessori competenti e gli uffici tecnici per risolvere le questioni pratiche e far sì che la residenza corrisponda effettivamente con quella degli stabili occupati, eliminando così ogni possibile ostacolo a portare avanti un esistenza degna e tranquilla negli stabili occupati".

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"Hanno presentato la domanda per la residenza da più di 30 giorni e non hanno ricevuto risposta" ci spiega un attivista della Rete Diritti in Casa che sta protestando al Duc. E' stato anche esposto uno striscione con scritto 'Residenza, diritto all'esistenza'. "Pensiamo che negare un diritto fondamentale come la residenza, che permette di avere un medico di famiglia per esempio, sia inaccettabile. Nemmeno la giunta Vignali era arrivata a tanto. Mentre ora con la giunta a 5 Stelle di Federico Pizzarotti si arriva addirittura a questo. Vivono in case occupate ma la residenza è sempre stata data a tutti e i diritti fondamentali sono garantiti dalla Costituzione Italiana". Gli attivisti e gli abitanti hanno comunicato che non usciranno se non otterranno un incontro con la responsabile del procedimento o con l'assessore che ha le deleghe ai servizi demografici Giovanni Marani. 

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