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Anno accademico 'blindato', Pizzarotti: "Ascoltare gli studenti"

Il sindaco dopo le polemiche per la visita del Ministro Clini: "Sono rimasto particolarmente colpito dagli appassionati discorsi degli studenti, che rivelano un profondo distacco della società con le autorità"

Inaugurazione dell'Anno Accademico tra le polemiche. Università blindata, studenti costretti a rimanere fuori dall'Aula Magna. La visita del Ministro Clini a Parma non è passata inosservata. Polizia, carabinieri a bloccare gli accessi. Dentro la platea di rettore ed istituzioni, ma solo pochi studenti. Quelli che hanno preso la parola hanno criticato fortemente il Governo e la blindatura dell'Università. Il sindaco Pizzarotti prende posizione: "Dobbiamo ascoltarli".

“Ho ascoltato con sincero interesse tutti gli interventi con cui è stato aperto il nuovo Anno Accademico, ma devo dire che sono rimasto particolarmente colpito dagli appassionati discorsi degli studenti, che rivelano un profondo distacco della società con le autorità, le quali, al contrario, dovrebbero condurla per mano. Sono rimasto colpito dalle loro parole piene di rancore, rabbia e sconforto; sentimenti, questi, che non agitano soltanto il mondo dell’Università, ma anche quello della politica, costituendo un campanello d’allarme".

Una divisione così forte, così accesa, tra istituzioni e società, non deve passare inosservata, come non deve passare inascoltata la rabbia degli studenti universitari. Non possiamo far finta di niente quando, anche a nome dei loro colleghi, due giovani laureandi – prossimi motori della società -, indirizzano le loro paure verso il cuore del sistema universitario, nel timore di un futuro senza prospettive. Dobbiamo prenderci carico anche delle loro istanze, responsabilmente, e dare un segnale di rinnovo e di vero cambiamento. Il grande problema, infatti, è che politica e Università non sono più viste come centri di formazione, garanti di un futuro di stabilità e sicurezza per la società.


Naturalmente anche io, nel recente passato, ho preso parte a forme di legittimo dissenso – come i comizi -, con il desiderio di poter contribuire a superare questo periodo di incertezza politica. Oggi rivesto un altro ruolo, ma nonostante questo mi sento di dire, con pacatezza, che è sempre giusto esprimere le proprie preoccupazioni, le insofferenze e anche le esigenze. Far valere con convinzione le proprie motivazioni, attraverso l’uso della parola e del dialogo, è un atteggiamento responsabile che serve a portare più in alto e a migliorare la nostra società”.

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