Provenzano, la Procura apre un fascicolo per verificare le condizioni di detenzione

Gerardo Laguardia si è recato in via Burla martedì mattina insieme al pm Lucia Russo e, dopo il colloquio, ha dichiarato che Provenzano non è in grado di stabilire un dialogo e rispondere in modo intellegibile alle domande

La Procura di Parma ha aperto un fascicolo per verificare le condizioni in cui è detenuto Bernardo Provenzano. Dopo il video apparso su Servizio Pubblico, in cui il boss della mafia sostiene di aver ricevuto "legnate" nei reni, il procuratore di Parma, Gerardo Laguardia, si è recato in via Burla martedì mattina insieme al pm Lucia Russo e, dopo il colloquio, ha dichiarato che Provenzano non è in grado di stabilire un dialogo e rispondere in modo intellegibile alle domande.

Intanto la Procura ha acquisito le cartelle cliniche dell'ospedale Maggiore, dove il detenuto è stato ricoverato in seguito a un tentativo di suicidio nel maggio dello scorso anno, e dopo diverse cadute dal letto della cella. Le indagini dovranno appurare se in quei referti di dicembre, lo stesso mese in cui è stato registrato il video poi reso pubblico, ci siano elementi che riconducano alle lesioni alla testa o ad altre parti del corpo.

Più volte il legale di Provenzano, Rosalba Di Gregorio, aveva chiesto la sospensione del 41 bis per il boss, visto lo stato di salute che peggiorava notevolmente. L'istanza però era stata rigettata dall’allora ministro Paola Severino. Oggi l'avvocato, che ha dato il filmato ai giornalisti, ribadisce che il regime di massima sicurezza è incompatibile con le condizioni fisiche di Provenzano.

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Si dovrà fare chiarezza, inoltre, sull'assenza fino a qualche mese fa delle telecamere nella cella del boss. Il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria, in difesa degli agenti a cui è stato recapitato l'avviso di garanzia, ha diffuso una nota in cui spiega che invece il detenuto è controllato 24 ore su 24 da poliziotti e telecamere.

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