Provenzano, processo in carcere il 27 settembre: per 'motivi di sicurezza'

Il boss arrestato dopo una latitanza record di 43 anni verrà processato il 27 settembre presso il carcere di via Burla dove attualmente è detenuto per aver minacciato l'ex direttore

Condannato a tre ergastoli il boss mafioso Bernardo Provenzano la prossima settimana potrebbe ricevere un inasprimento della pena già comminatagli. Il 27 di settembre il detenuto noto alle cronache per esser riuscito a sfuggire alle forze dell’ordine per ben 43 anni sarà processato per minacce e violenza all’ex direttore del carcere Silvio Di Gregorio. L’udienza si terrà nella struttura penitenziaria per ragioni di sicurezza.

Punito per essere aver violato il codice comportamentale dell’istituto penitenziario di via Burla il boss a cui è stato applicato il regime carcerario 41bis (no tv, no radio, no contatti con l’esterno) per i propri precedenti penali è stato inquisito dalla Procura di Parma per minacce. “E’ soddisfatto? E’ in pace con la sua coscienza? Dio vede e provvede” queste le frasi incriminate ritenute dalle autorità “dal significato inequivocabilmente intimidatorio in considerazione dell’elevata pericolosità del soggetto desumibile dal comprovato inserimento in contesti di criminalità organizzata e dai gravissimi reati a lui ascritti”.

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La difesa del pluriergastolano avrebbe addotto come giustificazione i sentimenti religiosi dell’uomo, manifestati sia nel corso della latitanza in cui a chiosa di ogni pizzino introduceva una benedizione, sia durante il maxiprocesso tenuto nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo in cui prima che i giudici si ritirassero per deliberare augurò “la pace. Perché la pace è la tranquillità e la serenità dello spirito e della coscienza. Base fondamentale per giudicare”.
 

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