Province cancellate. Bernazzoli: "Non voltiamo le spalle ai dipendenti"

Il presidente della Provincia è intervenuto per chiarire la posizione dell'ente di piazzale della Pace rispetto al riordino previsto dal disegno di legge approvato ieri in Parlamento e che trasformerà gli enti in strutture di secondo livello non elettive

"La mia non è una considerazione personale, quest'anno scade il mio mandato ed essendo il secondo non avrei nemmeno potuto ricandidarmi, dunque vorrei solo chiarire cosa succederà da qui in avanti e quali sono i tanti nodi ancora da sciogliere". Così il presidente della Provincia è intervenuto per chiarire la posizione dell'ente di piazzale della Pace rispetto al riordino previsto dal disegno di legge approvato ieri in Parlamento e che trasformerà gli enti in strutture di secondo livello non elettive.

Bernazzoli ha chiarito, in particolare, la posizione della Giunta in merito alla richiesta da parte del Governo di continuare - dopo la scadenza del mandato previsto per il 25 giugno - a esercitare le funzioni finora svolte all'interno dell'ente: "Valuteremo nei prossimi giorni se rimanere da giugno e fino a alla fine dell'anno a titolo gratuito oppure no". Una decisione che verrà presa nel giro di 15 giorni al massimo, ha garantito Bernazzoli, e che mette ancora una volta in evidenza le perplessità verso il disegno di legge appena approvato: "Avrei preferito che venisse fatto un ragionamento diverso inserito in un disegno più ampio, invece la modalità con cui è stato sviluppato non si intravede il fine, non c'è un disegno completo". Poi ha aggiunto: "C'è un profilo di incostituzionalità nella richiesta fatta dal Governo: dovremmo continuare a lavorare gratuitamente da giugno a dicembre e dal momento che molti di noi, come altri italiani, lo stipendio devono guadagnarselo si pone un problema che potrebbe portarci a dire che questa legge non l'abbiamo voluta noi, che è un pasticcio e che la fase transitoria è molto complicata per cui non ce la sentiamo di proseguire. Nessuno effettivamente può obbligare gli amministratori ad una scelta di questo tipo. Il punto - precisa il presidente della Provincia - è che noi conosciamo il territorio e i dipendenti con cui lavoriamo e non vogliamo voltare loro le spalle proprio in questo momento lasciando la struttura nelle mani di un commissario che non conosce la situazione".

La perplessità è forte, dunque, e la decisione va presa con il territorio. Per questo nei prossimi giorni Bernazzoli avvierà una serie di consultazioni con i sindaci e valuterà il da farsi. Intanto sul disegno di legge la posizione del presidente dell'ente resta invariata: "I problemi che ne scaturiscono sono troppi, si rischia un indebolimento del territorio anche per il disequilibrio che creerà Bologna come città metropolitana". Per quanto riguarda Parma, poi, secondo Bernazzoli bisogna agire subito per cercare di stringere un accordo forte di area vasta: "Se prendiamo ad esempio i trasporti è necessario un disegno unitario che vada a potenziare  i collegamenti di un territorio come va da Modena a Piacenza, e in questo ragionamento rientra anche la questione della valorizzazione dell'areoporto di Parma".

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Un capitolo a parte è rappresentato dai dipendenti che al momento si sa che manterranno il proprio impiego all'interno della Provincia ma non si sa dove verranno dislocati e dei quali si parlerà successivamente. L'ultima considerazione, invece, riguarda gli eventuali conflitti di interesse che potranno venire a determinarsi quando sindaci del territorio si troveranno a gestire politiche di più ampio respiro. "Il problema ci sta tutto - ha sottolineato Bernazzoli - Come farà un sindaco, per dire, di un comune montano a sostenere un investimento per una pianificazione territoriale a vantaggio della bassa? Che strumenti avrà per distinguere gli interessi del proprio Comune da quelli del territorio? Anche in questo caso mi pare si possa parlare di riforma a metà; di fatto dal primo gennaio 2015 i futuri amministratori dovranno affrontare da soli i problemi che questa riforma già oggi mi pare porre con grande evidenza".

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