Provincia, limiti al consumo di suolo. E la Tibre? Danni: "E' già urbanisticamente conforme"

Minore consumo di suolo e incentivi per recupero del costruito le misure adottate con la variante al Ptcp. Parma e Fontevivo i comuni con maggiore urbanizzazione. Vincoli per la T-Bre? Danni: "Nessuno perchè opera pubblica e già in fase di realizzazione"

Limitare il consumo di suolo per puntare sullo sviluppo sostenibile, indicando vincoli per le nuove costruzioni e puntando sulla riqualificazione del costruito. Queste le linee su cui si basa la variante al Ptcp approvata dalla Provincia che segue un indicatore di consumo di suolo calcolato considerando le aree destinate a usi abitativi, commerciali o infrastrutturali in rapporto all'estensione del comune. Seguendo quello che è stato definito l'indice di incremento massimo consentito la Provincia mette un limite al consumo di suolo. Parma e Fontevivo sono i comuni che hanno il più alto indice di urbanizzazione, per loro seguendo le misure indicate dalla variante è previsto l'incremento zero. Un risultato che l'assessore Danni e il presidente della Provincia Bernazzoli hanno definito significativo non solo dal punto di vista quantitativo ma qualitativo, perchè riguarda anche i requisiti che le urbanizzazioni dovranno seguire, sulla base di un limitato consumo di energia e di acqua e la valutazione dell'impatto del traffico  e delle emissioni nell'atmosfera. Limitazioni sul suolo permeabile e incentivi al recupero dell'esistente i punti base della variante, che si basa su indicatori per valutare le previsioni urbanistiche sovracomunali come le emissioni dei principali inquinanti, i consumi energetici, l'incidenza sui flussi di traffico e l'aspetto idrico.

INDICI DI IMPERMEABILIZZAZIONE - Per stabilire le nuove regole del consumo di suolo sono stati analizzati i dati per capire come negli anni il territorio si sia sviluppato sul piano dell'urbanizzazione, per poi stabilire tre classi di comuni con diversi indici di impermeabilizzazione del suolo: meno del 4%, tra il 4% e il 10% o maggiore del 10%. A ogni classe sono stati applicati valori limite, attribuendo il 5% ai comuni con indice di impermeabilizzazione del suolo inferiore del 4%, il 3% ai comuni con indice compreso tra il 4% e il 10% e stabilendo un incremento zero per i comuni che hanno un indice di impermeabilizzazione del suolo che supera il 10%. Si tratta di vincoli che dovranno essere applicati nella stesura di un nuovo piano strutturale comunale o di una sua variante, per la pianificazione di nuove costruzioni residenziali o produttive escludendo però i poli funzionali sovra comunali pianificate dal Ptcp. Per calcolare il raggiungimento dei limiti di nuovo consumo di suolo assegnati ai comuni si considereranno anche le previsioni urbanistiche attuali non realizzate e confermate dai nuovi piani strutturali comunali.

"L'intento è di combinare l'obiettivo di sviluppo sostenibile con le costanti necessità di sviluppo dei comuni, che però non devono essere fini a se stesse. Negli anni il nostro obiettivo di sostenibilità si è scontrato con le pressioni dei comuni per avere un massimo utilizzo del suolo, anche indipendentemente dalla effettiva necessità, arrivando in alcuni casi a pensare a bilanci con oneri di urbanizzazione". Chi ha già superato il limite massimo, ha sottolineato l'assessore Danni, non può prevedere nuove urbanizzazioni ma pensare a riutilizzare il costruito. Un'incidenza che non riguarda però casi come l'insediamento Ikea, che in quanto già esistente non rientra in questo tipo di pianificazione. "E' un progetto decennale - sottolinea Danni -, spetterà solo al comune, con una variante al Poc, dare il via libera a un progetto commerciale".

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CASO TIBRE - Un piano, quello della riduzione del consumo di suolo per limitare l'impatto ambientale, che sembra in contraddizione con progetti infrastrutturali che una volta realizzati determineranno pesanti ricadute sull'ecosistema, come la Tirreno Brennero. Sulla questione, l'assessore Danni ha risposto sottolineando che le opere pubbliche non sono comprese negli indicatori, trattandosi nello specifico di un progetto che è in fase di attuazione e che è già "urbanisticamente conforme. Bisogna considerare comunque che l'intera infrastrutturazione provinciale incide per il 3%, si tratta di un'incidenza limitata. Le riserve avute sinora hanno riguardato non l'opera in se ma le opere collaterali connesse alle esigenze di compensazione. Non possiamo sapere cosa succederà domani, ma dal punto di vista formale i lavori stanno andando avanti con i progetti esecutivi, non risultano rallentamenti". "Davanti a un consumo di suolo che sul territorio provinciale supera i 16 mila ettari occorrono misure stringenti - ha sottolineato anche il responsabile pianificazione territoriale Sergio Peri - La variante è un elemento importante per un cambio di rotta e per far si che i comuni decidano di adottare scelte sostenibili".

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