Cronaca

Province, la protesta di Villani: "Prima Piacenza? E' inaccettabile"

L'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna ha ratificato le decisioni del Cal. Se il presidente della Provincia è fiducioso il capogruppo del Pdl è categorico: "E' un errore: lo dice la storia"

"Un passo utile e importante e mi auguro che il Governo lo recepisca nel decreto di approvazione del riordino". E' quanto osserva, in una nota il presidente della Provincia di Parma, Vincenzo Bernazzoli in merito alle decisioni assunte oggi dall'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna sul riordino delle Province. "Ritengo e confermo che sia sbagliato chiamare questa nuova realtà Provincia di Piacenza e Parma, e quindi non condivido la scelta dell'Assemblea Legislativa che ha ratificato le indicazioni del Cal - dice Bernazzoli -: riconosco però che la decisione dell'assemblea di impegnare con un atto il Governo, affinché siano i territori in autonomia a scegliere il nome definitivo, sia un passo utile e importante e mi auguro che il Governo lo recepisca nel decreto di approvazione del riordino".

"E' inaccettabile che nel nuovo ente provinciale il nome di Parma sia messo dopo quello di Piacenza". Così il capogruppo del Pdl in Regione, Luigi Villani, commentando il riordino delle Province dell'Emilia-Romagna, approvato oggi in Assemblea legislativa lasciando che le nuove Province decidano il proprio nome. "Che questo sia un errore - sottolinea - lo dice la storia, il numero di abitanti, il fatto che Parma potesse continuare a fare provincia anche da sola. Parma è sede di Efsa, di una delle più antiche Università italiane ed ha il secondo polo sanitario regionale, non può quindi il suo nome passare in secondo piano rispetto a quello di Piacenza".

"Alternativa percorribile - rileva - sarebbe quello di un nome unitario che prescinde dalle due città. A riguardo ho presentato insieme ad alcuni colleghi un emendamento per risolvere questa stortura ma è stato bocciato dal centro sinistra". "Alla fine - conclude - ha prevalso la linea contenuta in un ordine del giorno che ho sottoscritto con gli altri capigruppo per cui è bene che ci sia da parte del Governo un ripensamento rispetto a questa decisione sulle denominazioni e soprattutto che ciascun nome sia individuato con il massimo coinvolgimento dei territori interessati demandando la definizione della denominazione agli statuti di autonomia dei nuovi enti e alle leggi istitutive".
 

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