Province, Bernazzoli non ci sta: "No a Piacenza prima di Parma"

Secondo il presidente della Provincia di Parma è "una dicitura che non ha basi storiche e non è sostenuta da un accordo con i territori interessati. Non deve essere un annessione di Parma a Piacenza, ma nemmeno il contrario"

 In vista della riunione dell’Assemblea Legislativa regionale di lunedì prossimo che dovrà discutere e deliberare sul futuro delle Province, Vincenzo Bernazzoli  presidente della Provincia di Parma interviene a commento dell’attuale fase. “Confermo l’apprezzamento per l’accorpamento della Provincia di Parma con quella di Piacenza e ribadisco l’idea che questa nuova realtà non può che essere il primo passo verso un ampliamento che comprenda anche Modena e Reggio Emilia, un progetto – dice Bernazzoli -  per il quale già nei prossimi giorni partiremo con gli incontri”.

Sulla questione del nome invece Bernazzoli esprime la propria contrarietà: “Non ritengo sia corretto chiamarci Provincia di Piacenza e Parma, una dicitura che non ha basi storiche e non è sostenuta da un accordo con i territori interessati. La discussione è ancora aperta e la scelta del Cal non può essere considerata definitiva. Occorre lavorare – secondo Bernazzoli - per una soluzione diversa che, a partire da una intesa fra i territori, riesca a rappresentare il senso dell’operazione che si sta facendo, cioè non una annessione di Parma nei confronti di Piacenza ma evidentemente nemmeno il contrario”.

Sulla sede del nuovo soggetto istituzionale Bernazzoli ribadisce che “deve essere Parma, territorio che vanta tutti i parametri dettati dal Governo per il riordino.
Infine un chiarimento sul bilancio della Provincia di Parma. “Voglio tranquillizzare tutti i cittadini di Parma e Piacenza – spiega Bernazzoli -  Nell’ultimo decennio e precisamente dal 2003 al 2011 la nostra Provincia ha effettuato opere rilevanti, ad esempio quelle finalizzate all’adeguamento anche qualitativo della rete infrastrutturale e alla riqualificazione o nuova edificazione di scuole.

"I risultati sono sotto gli occhi di tutti – ricorda – Per questa imponente mole di interventi, che hanno significato per il territorio lavoro e sviluppo, sono stati investiti poco meno di 90 milioni di euro, attraverso mutui che la nostra Provincia si è potuta permettere perché abbiamo dimostrato nei fatti di garantire le entrate sufficienti per onorarli, mantenendo in perfetto equilibrio il bilancio dell’ente che si presenta all’appuntamento dell’unificazione con Piacenza in buone condizioni”.

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