Public Money, Favia: "Gli arresti non mi sorprendono"

La reazione del candidato alla Camera per Rivoluzione Civile

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Gli arresti di Parma "non mi sorprendono. Dimostrano che c'é il problema della corruzione tra i politici". Così Giovanni Favia, espulso dal M5S e ora candidato con Rivoluzione civile di Ingroia, commenta le inchieste che hanno coinvolto anche il collega consigliere regionale Luigi Villani, capogruppo del Pdl all'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna. Già particolarmente critico per il 'doppio incarico' di Villani (anche vice presidente della multiutility Iren), Favia ricorda di aver "parlato di 'spartizione del bottino' perché Iren è sostanzialmente targata Pd, partito senza il cui assenso non ci sarebbe stato il doppio incarico (non è un caso che Villani fosse stato anche vicepresidente dell'Assemblea nella scorsa legislatura)". "La corruzione - prosegue -, il peculato, la creazione e l'uso di società di comodo con fondi pubblici, lo scambio di favori (Buzzi, un altro degli arrestati, è presidente del Cda della controllata Iren Emilia) sono connaturate a questo modello spartitorio e le inchieste dei giudici sono solo un incidente di percorso". Per questo, conclude, bisogna "cambiare modello, rimettere al centro gli interessi dei cittadini, i beni pubblici, le competenze, il merito".

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