Pusher vende dose letale di eroina: fermato grazie a Skype

Arrestato il tunisino che il mese scorso in provincia di Empoli ha venduto una dose di eroina ad un operaio bulgaro, deceduto subito dopo. Al Verdi fermato uno straniero in procinto di lasciare l'Italia con documenti rubati

L'accusa è di spaccio e di morte come conseguenza di un altro delitto. L'Ufficio Immigrazione della Questura di Parma ha portato all'arresto di M. B. C., un cittadino tunisino di 33 anni responsabile di aver venduto una dose di eroina ad un operaio bulgaro 31enne di Certaldo, deceduto dopo l'assunzione degli stupefacenti. L'arresto è avvenuto nella giornata di venerdì 8 febbraio dopo una serie di operazioni svolte in collaborazione con i carabinieri della stazione certaldese, in provincia di Empoli. Grazie al contatto Skype di M.B.C. i militari toscani sono riusciti a rintracciarlo a Parma, in quanto il suo nome compariva nelle pratiche di permesso di soggiorno per regolarizzare la sua posizione di lavoratore in nero.

Il muratore è stato convocato negli uffici di via Chiavari per avviare le pratiche di permesso di soggiorno. Una volta giunto in questura per lui sono scattate le manette. Per il pusher infatti era già pronta un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip presso il tribunale di Firenze. Al momento, l'ufficio Immigrazione di Parma sta vagliando la posizione del tunisino. Su di lui infatti potrebbero esserci precedenti anche nel territorio italiano.

FUGA DALL'ITALIA - Si spacciava per italiano senza sapere l'italiano. Nella giornata di mercoledì 6 febbraio il personale della Polizia di Frontiera ha fermato un cittadino albanese in procinto di imbarcarsi per il volo Ryanair per Londra. Fermato durante i controlli di imbarco, il viaggiatore ha ammesso di aver comprato la carta di identità per la cifra di 2.500 euro. Una volta giunto nella capitale inglese, l'albanese sperava di poter beneficiare delle condizioni favorevoli concesse ai rifugiati politici dalle autorità britanniche. A seguito di un controllo SDI il sedicente cittadino italiano è risultato positivo in quanto fermato pochi giorni prima dalla Polizia di Frontiera di Treviso per possesso e fabbricazione di documenti falsi e ricettazione. Per lui è scattato il provvedimento di espulsione e dovrà lasciare il territorio italiano entro sette giorni.

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