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Asili nido, rette meno care dell'11%: la media scende a 271 euro

Presentata l'indagine di Cittadinanzattiva sugli asili nido comunali. Parma fa registrare un calo della retta media di 33 euro rispetto al 2009/2010. In regione le quote più basse a Bologna e Ferrara

319 euro al mese: tanto costa mediamente in Emilia-Romagna mandare il proprio figlio all'asilo nido comunale, per una spesa che si colloca al di sopra della media nazionale (pari a 302). Dura la vita per le giovani coppie, fra difficoltà nel far accedere i propri figli ad asili comunali, alti costi e disparità economiche anche all'interno della stessa regione: si registra una differenza di ben 216 euro tra il capoluogo emiliano più caro, Forlì, e il meno caro, Ferrara. A Parma, invece, la retta è di 271 euro, il 10,9% in meno rispetto al 2009/2010. Un calo di 33 euro che però lascia un sapore amaro se poi vengono approvate delibere che introducono il pagamento della mensa anche per coloro che hanno un reddito compreso tra 0 e 6mila euro l'anno.

Rispetto al 2009/10, nel 2010/11 le tariffe sono aumentate a Reggio Emilia (+1,4%), Rimini (+2,1%), Ferrara (+3,3%) e Forlì (+4,3%). L'analisi,  svolta dall'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, ha considerato una famiglia tipo di tre persone (genitori e figlio 0-3 anni) con reddito lordo annuo di 44.200 e relativo Isee di 19.900. I dati sulle rette sono elaborati a partire da fonti ufficiali (anni scolastici 2009/10 e 2010/11) delle  Amministrazioni comunali interessate all'indagine (tutti i capoluoghi di provincia).

Oggetto della ricerca sono state le rette applicate al servizio di asilo nido comunale per la frequenza a tempo pieno (in media, nove ore al giorno) e, dove non presente, a tempo ridotto (in media sei ore al giorno), per cinque giorni a settimana. In Emilia-Romagna, secondo la banca dati del  Ministero dell' Interno sulla fiscalità locale aggiornata al 2009, ci sono 593 asili nido comunali per 24.925 posti disponibili. Il maggior numero di asili è in provincia di Bologna (178, con 7.780 posti). In regione il 20% dei richiedenti rimane in lista di attesa, a fronte di una media nazionale del 25%.

Considerando unicamente i capoluoghi di provincia emiliani, Piacenza presenta le liste di attesa più alte con il 53% di domande respinte, seguita da Rimini (38%) e Parma (35%). "In tema di asili nido comunali - commenta Antonio Gaudioso, vicesegretario generale e responsabile delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva - l'Italia sconta un ritardo strutturale ormai conclamato, espressione di un'attenzione alle esigenze delle giovani coppie vera solo sulla carta, pur se sbandierata ad ogni campagna elettorale. Purtroppo i tagli agli enti locali previsti dall'attuale manovra finanziaria non faranno che peggiorare la situazione dal punto di vista sia della qualità del servizio che dei costi. Il dato di fondo resta sempre l'enorme scarto esistente tra le esigenze delle famiglie e la reale possibilità di soddisfare tali esigenze, tenuto anche conto che ormai per una famiglia la spesa media mensile per la retta del nido comunale ammonta al 12% della spesa media mensile totale".

Facendo un confronto tra i posti disponibili e la potenziale utenza (numero di bambini in età 0-3 anni) in Emilia-Romagna la copertura potenziale del servizio è del 15,7%, valore più alto a livello nazionale, a fronte di una media in Italia del 6,2 per cento.

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