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Differenziata, la provincia al 54,7%: grazie alla Bassa primi in regione

Sono 17 i Comuni sopra il 70%: il più virtuoso è sempre Soragna con l'81,1%. Anche Roccabianca sopra l'80%, mentre la città di Parma è al 45,9%. Provincia prima in Italia per il recupero plastica

“Sono percentuali di alto livello non solo nazionale, perfettamente in linea con gli alti livelli europei”. Il presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli commenta con soddisfazione i dati del Rapporto 2010 sui rifiuti urbani realizzato dalla Provincia in collaborazione con l’Arpa. Un rapporto che testimonia come il Parmense continui il suo progressivo miglioramento, anno dopo anno, confermandosi ai vertici in regione per la raccolta differenziata, che ha raggiunto il 54,7%. Non solo: la provincia di Parma è prima in Emilia-Romagna e seconda in Italia per il recupero delle plastiche (dati Corepla): 20 kg/abitante conferiti dalla provincia di Parma, quasi 4 in più di Rimini (seconda in regione) e quasi il doppio della media regionale (11,6 kg/abitante).

Nel 2010 nel Parmense sono stati prodotti rifiuti urbani per 267.600 tonnellate, un dato pressoché invariato (-0,1%) rispetto a quello del 2009, ma poiché la popolazione è aumentata dell’1,1% la quota di rifiuti per abitante è in realtà diminuita: 605 kg per abitante, contro i 612 del 2009, i 614 del 2008 e i 619 del 2007. Del totale dei rifiuti prodotti, 121.100 tonnellate sono andate a smaltimento (127.300 nel 2009) e 146.500 tonnellate alla raccolta differenziata (140.500 nel 2009), che aumenta così la “forbice” positiva rispetto ai quantitativi smaltiti.

“Martedì a Milano siamo stati premiati per la nostra sostenibilità, siamo primi in Italia, e uno dei parametri presi in considerazione era proprio quello della raccolta differenziata. Il dato che presentiamo oggi è ulteriormente migliorato: la differenziata si è attestata al 54,7%. A questo si aggiunge il fatto che siamo primi in regione e secondi in Italia per il recupero delle plastiche e che la quota di rifiuti prodotti per abitante è diminuita. Sono cifre che presentiamo con soddisfazione e con orgoglio per un lavoro che abbiamo fatto da 10 anni su una materia così complessa”, ha detto nella presentazione di oggi in Provincia il presidente Vincenzo Bernazzoli.

Il rapporto, presentato da Lorenzo Frattini del servizio Ambiente, offre numerose indicazioni interessanti. Leggendo la situazione provinciale per macro aree, ad esempio, si nota come la raccolta differenziata confermi i risultati migliori nella Bassa, dove si è passati dal 69,8% del 2009 al 74,1% del 2010. Buoni anche i dati dei Comuni della Pedemontana (64%) e della zona di Fidenza e Salsomaggiore (61,2%). Inferiori al 50%, invece, i dati del Comune capoluogo (45,9%), della Comunità Montana Est (38,5%) e della Comunità Montana Valli Taro e Ceno (25,9%).

Nel complesso 17 i Comuni sopra il 70%: il più virtuoso del Parmense continua a essere Soragna, che ha ulteriormente migliorato i suoi dati (81,1%). Supera il traguardo dell’80% anche Roccabianca (80,2% contro il 79% del 2009), che “toglie” il secondo posto a Trecasali (79,3%). Ai tre del podio si aggiungono poi Sala Baganza (78,2%), Felino (77,6%), Zibello (77,3%), Sissa (77,2%), Polesine (76,8%), Mezzani (75,4%), Collecchio (74,6%), San Secondo (74%), Fontevivo (73,3%), Busseto (73,1%), Sorbolo (72,4%), Lesignano (71,8%), Colorno (70,4%), Fontanellato (70,1%).

Per quanto riguarda il destino finale dei rifiuti indifferenziati, nulla è stato smaltito in provincia di Parma: la quota di rifiuto “secco” uscita dai due impianti di preselezione di cui ci si serve per l’indifferenziato (Iren e Comunità montana Ovest) è stata inviata agli inceneritori di Reggio, Piacenza e Corteolona (Pv), e alle discariche di Novellara e Carpineti.

“Quelli del 2010 sono dati lusinghieri che però non costituiscono un traguardo. Vogliamo arrivare sempre più in alto, i margini di miglioramento ci sono. L’obiettivo più immediato è quello di proseguire con l’estensione delle raccolte domiciliari e arrivare entro il 2012 al 65% di raccolta differenziata”, ha commentato l’assessore all’Ambiente Giancarlo Castellani, che ha fatto riferimento anche al termovalorizzatore (“servirà a smaltire l’indifferenziato non recuperabile, che oggi mandiamo in altre province, permettendoci di arrivare all’autosufficienza territoriale”) e alla tariffazione: “È un tema su cui stiamo lavorando con la Regione a proposito del Piano ambientale 2012-2014, per avviare sperimentazioni sulla cosiddetta tariffazione puntuale e andare dunque verso un riconoscimento effettivo dell’impegno dei cittadini”.

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