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Rachid Assarag, Ferraresi: "Nella sua cella sangue sul muro e sul materasso"

Il detenuto Rachid Assarag, che denunciò le presunte violenze nel carcere di Parma, avrebbe subito - secondo l'avvocato Anselmo e il deputato 5 Stelle capogruppo in Commissione Giustizia, violenze nel carcere di Piacenza

Rachid Assarag, il detenuto che denunciò le presunte violenze all'interno del carcere di Parma e per le quali è in corso un processo presso il Tribunale di Parma, sarebbe stato vittime di violenza all'interno del carcere di Piacenza, dove è attualmente rinchiuso. A denunciarle, oltre all'avvocato Anselmo, difensore di Assarag, anche il deputato del Movimento 5 Stelle Vittorio Ferraresi, laureato in Giurisprudenza e capogruppo in Commissione Giustizia. L'udienza in Tribunale a Parma è stata rinviata al 28 giugno. 

LA NOTA DI FERRARESI - “Continuano le aggressioni e le violenze contro il detenuto Rachid Assarag che ha denunciato il clima di violenze e vessazioni nelle carceri italiane. Oggi ho potuto constatare di persona quanto sta succedendo nel carcere di Piacenza. In merito a quanto denunciato dallo stesso Assarag. Una chiazza enorme di sangue sul pavimento, sangue anche sul materasso totalmente bagnato, ematomi da violente percosse al di sotto le gambe, i pantaloni strappati, un occhio pesto. Tutto questo in una cella dalle condizioni gravi e intollerabili con finestra chiusa, senza acqua e con feci nel wc. La polizia penitenziaria e la vice direttrice hanno provato a smentire quanto era chiaramente visibile”.

Vittorio Ferraresi, capogruppo M5S del Movimento Cinque Stelle denuncia quanto avvenuto oggi nel carcere di Piacenza, a seguito di una sua ispezione a sorpresa accompagnato dall’avvocato difensore di Assarag, Fabio Anselmo: “Ho avvertito un pesante clima di intimidazione anche nei miei confronti che cercavo di documentare quanto era successo. Mi è stato impedito di continuare la mia ispezione con la forza, sono stato offeso dalla vicedirettrice, nell’esercizio del mio mandato ispettivo parlamentare, semplicemente perché cercavo di ribadire che le carceri non sono luoghi di tortura e di barbarie. Quanto è avvenuto è gravissimo e non ammissibile”.

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