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Racket internazionale delle auto di lusso: venti indagati a Parma

Dalla nostra città fino al Nord Europa e all'Africa: un grosso traffico stroncato grazie ad un delicato lavoro d'indagine. Chiesto il rinvio a giudizio per gli 88 indagati, accusati di 130 capi d'imputazione

Una maxi traffico internazionale di auto rubate che coinvolgeva anche la città di Parma e, in particolare due persone considerate vicine all'Ndrangheta, il primo M.C.. arrestato nell'ambito dell'operazione 'Borderland', il secondo M.V., coinvolto nell'inchiesta Aemilia. Oltre a loro l'inchiesta coinvolge altre 18 persone, nate o domiciliate a Parma e provincia. In totale gli imputati sono 88, accusati di 130 capi di imputazione, tra associazione a delinquere, riciclaggio, falsità materiale, falsità in scrittura privata e simulazione di reato. Le auto di grosso cilindrata venivano rubate a Parma e in altre città d'Italia e finivano in Nord Europa e in Africa, alimentando il traffico di supercar rubate. Bmw, Range Rover, Audi, Mercedes e Porsche: erano queste le marche preferite dai malviventi che avevano organizzato l'attività criminale. LE INDAGINI

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