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Parmigiana morta per overdose: in manette 4 pusher di eroina bianca

La ragazza, M.L.G., originaria di Parma ma residente a Ferrara da anni, era stata trovata nel deposito Tper di via Trenti da una persona che faceva le pulizie sul mezzo

I carabinieri di Bologna hanno eseguito quattro fermi a carico di presunti componenti di una batteria di spacciatori tunisini di eroina bianca, attivi nell'ex Manifattura tabacchi. Le indagini erano scattate dopo la morte di due persone, per overdose della droga acquistata nella struttura dismessa. Gli investigatori hanno poi accertato il legame della banda con un terzo decesso: una 24enne, M.L.G., originaria di Parma ma residente a Ferrara da anni,morta l'8 giugno e ritrovata su un bus a Ferrara. Per l'episodio è indagato un altro pusher. Si tratta di Amor Bahroumi, tunisino di 18 anni arrestato per spaccio nei giorni scorsi e indagato per morte in conseguenza di altro delitto sia per il decesso della giovane che per quello di uno studente universitario di 28 anni, morto il 24 luglio in una casa a Bologna. Gli investigatori ritengono che entrambi abbiano acquistato dal pusher la dose letale, all'ex Manifattura.

La ragazza, M.L.G., originaria di Parma ma residente a Ferrara da anni, era stata trovata nel deposito Tper di via Trenti da una persona che faceva le pulizie sul mezzo. Probabilmente aveva avuto un malore tra Bologna e Ferrara, ma nessuno se n'era accorto. Ora il fascicolo sull'episodio potrebbe passare dalla Procura di Ferrara a quella bolognese. Sono infatti il procuratore aggiunto Valter Giovannini e il pm Augusto Borghini a coordinare le indagini dei militari della Compagnia Bologna Centro sulla banda di spacciatori di cui fa parte Bahroumi e che hanno portato nelle ultime 72 ore a rintracciare in città quattro dei sette tunisini per i quali era stato emesso un decreto di fermo: Tarek Sablaoui, 25 anni, Mohamed Ali Manai, 19, Moez Jouini, 19 e Bilal Lamer, 25, al quale il provvedimento è stato notificato in carcere.


Sono invece irreperibili e si pensa possano essere fuggiti all'estero gli altri tre, connazionali, accusati dell'omicidio volontario di un quarantenne deceduto il 23: Harwen Gamzi, Acheret Garilesh e Karih Rahmouni. L'uomo, dopo aver acquistato la sostanza, si era accasciato e dal racconto di un testimone era emerso che i nordafricani, avendo visto che stava male, lo avevano portato all'interno della struttura per poi 'scaricarlo' fuori solo dopo qualche ora, quando era gia' morto. Per loro proseguono le ricerche, mentre dalle analisi della sostanza sequestrata si è appurato che l'eroina ha una purezza del 55% e un principio attivo cinque volte superiore alla 'brown'. ''In questo momento a Bologna - ha commentato il procuratore aggiunto e portavoce della Procura, Valter Giovannini - si fa fatica a trovare l'eroina bianca e questo per la Procura e i carabinieri è sicuramente un successo, poiché oltre all'attività di repressione è stata svolta una importante attività di prevenzione per l'incolumità degli assuntori''.

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