Omofobia, ragazzo gay morto a Roma. Le associazioni: "Il Comune prenda posizione"

Lettera delle associazioni al Comune di Parna dopo la morte del ragazzo gay di 14 anni di Roma che si è buttato dal balcone perchè deriso in quanto omosessuale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Lettera delle associazioni al Comune di Parna dopo la morte del ragazzo gay di 14 anni di Roma che si è buttato dal balcone perchè deriso in quanto omosessuale. La missiva -firmata da Elisabetta Ferrari Carla Zanacca di Agedo Parma ( Ass. di genitori di figli omosessuali, transessuali e bisessuali), dall'Associazione "L'Ottavo Colore", dall'Associazione " Certi Diritti", dalla Consulta di Parma per la Laicità delle Istituzioni, dall'Associazione "Perché No?" e da Amnesty International Parma- chiede alll'amministrazione di prendere posizione per rimettere in calendario la legge Reale Mancino estesa all'omotransfobia. 

LA LETTERA. Al Comune di Parma 12/08/2013. L'omofobia non va in vacanza". Ancora una volta un ragazzino di 14 anni ucciso, ancora una volta si piange su una vita spezzata, quella di Roberto. Come genitore AGEDO chiedo che l'Amministrazione Comunale prenda posizione e chieda con forza al governo di rimettere in calendario la legge Reale Mancino estesa con aggravante contro l'omotransfobia. Sappiamo bene che la legge va poi applicata e che da sola non basta a tutelare le persone, ci vuole formazione soprattutto nelle scuole, educazione contro il pregiudizio e vicinanza a quelle famiglie che vivono con difficoltà questa esperienza. Intanto si continua a rimandare l'attuazione di una legge di contrasto adducendo la motivazione della non urgenza. Quanto dovremo aspettare? Quel ragazzino è nostro figlio". 

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