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Cronaca

Raggira l'anziana zia 88enne e le scuce quasi 300 mila euro: 66enne condannato

L'uomo faceva firmare alla donna assegni e moduli in bianco: lei lo aveva aiutato nel corso di tutta la vita, offrendogli un lavoro e anche un'auto di grossa cilindrata

Ha ingannato la zia di 88 anni ed è riuscito a scucirle quasi 300 mila euro, nel corso di circa un anno. Un 66enne è stato condannato ad un anno e dieci mesi dal Tribunale di Parma per il reato di circonvenzione d'incapace, dovrà pagare 900 euro di multa e versare una provvisionale di 25 mila euro. Secondo i giudici infatti il nipote che aveva un rapporto privilegiato con la zia era riuscito, sfruttando proprio questa fiducia e la debolezza di una persona anziana, a farle firmare assegni e moduli in bianco, arrivando a raggiungere la cifra di 270 mila euro. La donna è morta l'anno scorso all'età di 93 anni ma aveva rilasciato dichiarazioni che mettevano in evidenza il raggiro: lei lo aveva aiutato per tanti anni ma quei soldi erano stati ottenuti con il raggiro. La zia aveva sostenuto il nipote preferito negli studi, poi gli aveva offerto anche un lavoro come farmacista, aveva comprato per lui anche un'auto di grossa cilindrata, una Bmw. Tutte azioni che l'anziana ha fatto nella piena consapevolezza. Tra il 2010 e il 2011, secondo la ricostruzione degli inquirenti, invece il nipote avrebbe approfittato della fiducia: ha prima fatto un bonifico a suo favore di 83 mila euro, poi uno di 10 mila. Nel novembre del 2011 ha tentato di incassare un assegno di 183 mila euro, che è stato però bloccato dalla banca. Nel testamento la zia era stata particolarmente generosa con lui, lasciandoli un appartamento a Folgarida ma, quando la donna si è accorta dei raggiri, ha scritto un nuovo testamento che escludeva il nipote. 

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