In manette rapinatore dell'agenzia viaggi Farnese: l'impiegata lo riconosce, è un cliente

Pensava di averla fatta franca riuscendo a fuggire con 400 euro dopo aver rapinato l'agenzia viaggi col volto travisato da una calza, ma l'impiegata lo riconosce: era un cliente abituale per l'acquisto di biglietti per la Puglia. Ora è in carcere

Aveva impiegato pochi minuti per mettere a segno una rapina che aveva probabilmente architettato da tempo. La vittima, la dipendente dell'agenzia viaggi Farnese di Piazzale Dalla Chiesa, lo scorso 26 aprile attorno alle 18,30 si era trovata davanti un uomo con il volto travisato da un collant che le intimava di consegnarle tutti i soldi minacciandola con un cutter. Con 400 euro di incasso, il rapinatore era riuscito a fuggire ma non aveva fatto i conti con la buona memoria dell'impiegata che, ben presto, aveva associato quel volto, anche se travisato, e la voce dall'accento pugliese, a una persona nota da tempo. Dai dati forniti alla Polizia, la dipendente ha da subito sottolineato alcune somiglianze tra i tratti del volto del rapinatore e quelli di un cliente abituale, un uomo che era solito recarsi in agenzia per l'acquisto dei biglietti per l'autobus diretto verso la Puglia.

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La vittima non si è limitata a fornire dettagli del rapinatore, ma ha anche dato importanti indizi su quel cliente particolarmente somigliante al rapinatore e sulla donna che spesso lo accompagnava, dal look e dalla acconciatura particolari e facilmente riconoscibili. Ipotizzando che si potesse trattare di un tossicodipendente, la Polizia ha iniziato le ricerche focalizzandosi sui frequentatori del piazzale Dalla Chiesa, individuando una persona corrispondente alla descrizione, di origini pugliesi e accompagnato da una donna che corrispondeva alle caratteristiche descritte. Incastrato dai rilievi fotosegnaletici, G.P., 30 anni, pugliese domiciliato a Parma in Oltretorrente, è stato fermato. A suo carico numerosi precedenti penali per furto, rapina, truffa e detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ora G.P. si trova nel carcere di via Burla, a suo carico anche una denuncia perchè trovato in possesso, nella sua abitazione, di un proiettile per arma da guerra.

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