Rapinavano le banche travestiti da operatori della Croce Rossa e sequestrando i dipendenti: tre arresti

Quattro colpi, due nel parmense, uno nel foggiano e uno nel mantovano, nel giro di qualche mese con le stesse modalità: così i carabinieri del nucleo investigativo di Parma hanno incastrato i tre rapinatori, arrestati nel rione Sanità a Napoli

Hanno effettuato quattro rapine in banca, nel giro di pochi mesi, con le stesse modalità: due nel parmense, una nel mantovano e l'altra nel territorio della provincia di Foggia. Avevano pensato tutto nel dettaglio, dal travestimento da operatori della Croce Rossa alla sostituzione della targa di una delle auto, una Hyunday nera, che hanno utilizzato almeno per due dei quattro colpi. Ma, alla fine, dopo alcuni mesi di indagini, i tre rapinatori, tutti residenti a Napoli, pregiudicati e trasfertisti del crimine, sono stati identificati ed incastrati dai carabinieri del nucleo investigativo di Parma, che hanno lavorato alla ricostruzione dei colpi, praticamente 'fotocopia' per quanto riguarda le modalità. Il Gip di Parma Mattia Fiorentini, condividendo il quadro accusatorio del Pubblico Ministero Daniela Nunno, ha disposto la custodia cautelare in carcere dei tre, un quarantenne e due cinquantenni, con le accuse di rapina, sequestro di persona e porto di armi. Gli arresti sono avvenuti nel quartiere Sanità di Napoli: i tre sono attualmente rinchiusi nel carcere di Poggio Reale. 

Il colpo a Colorno: cutter alla gola e clienti sequestrati in bagno

Le indagini sono iniziate dopo la rapina effettuata, il 22 settembre 2017, ai danni della filiale di Colorno della Banca di Credito Cooperativo - Cassa Rurale ed Artigiana Rivarolo Mantovano: quel venerdì pomeriggio due persone, tra cui una con la divisa degli operatori della Croce Rossa, sono entrate all'interno della banca verso l'orario di chiusura. Uno dei due ha minacciato il direttore della filiale, puntandogli un cutter alla gola: lo hanno costretto ad aprire la cassaforte e ad inserire i codici di sblocco dello sportello Atm. A quel punto sono entrati alcuni clienti ma i due rapinatori hanno chiuso tutti in bagno. Dopodichè hanno preso i soldi, per un bottino di 17 mila euro, e sono scappati. A bordo di un'auto c'era il terzo complice, che ha guidato per garantire l'arrivo e la fuga dei rapinatori. 

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Nel navigatore dell'auto con la targa modificata l'indirizzo della banca da rapinare

A partire da questo episodio sono partite le indagini, curate anche dai carabinieri di Fidenza, accorsi sul luogo del reato poco dopo che i rapinatori se ne erano andati. Gli approfondimenti investigativi si sono concentrati sulle modalità della rapina e sulla tuta da operatore della Croce Rossa: in altre tre episodi le modalità erano stato le stesse: il 13 marzo 2017 la rapina al Banco Cooperativo Emiiliano, che fruttò ai rapinatori 40 mila euro, il 5 maggio 2017 a Foggia ai danni della Banca Popolare Pugliese, il 16 giugno 2017 ai danni a Marmirolo, in provincia di Mantova alla filiale di Ubi Banca, In tutti i colpi i dipendenti erano stati minacciati con un cutter e i dipendenti, insieme ai clienti, erano stati chiusi in bagno. oltre al comune particolare della tuta da operatore della Croce Rossa. Dopo aver incrociato i dati delle quattro rapine, analizzato le immagini delle telecamere, gli inquirenti sono giunti all'identificazione dei tre rapinatori. Grazie al sistema O.C.R. i carabinieri sono riusciti a verificare che la stessa auto, una Hyunday nera, era stata utilizzata per due dei quattro colpi: i malviventi hanno, in entrambi in casi, posizionato una targa non valida sulla vera targa, per evitare il riconoscimento. Il 13 ottobre del 2017 poi i tre erano stati fermati mentre viaggiavano con quella stessa auto, tra Padova e Bologna: nel navigatore era impostato l'indirizzo di una banca. 

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