Rapina da 100mila euro alla gioielleria Montelupo: 3 in manette

Sono finiti in manette i responsabili del colpo messo a segno il 2 maggio scorso alla gioielleria Montelupo di Langhirano. I rapinatori hanno cercato di rivendere la refurtiva in diversi Compro oro anche a Parma

Erano riusciti a mettere a segno in pochi minuti un colpo da 100 mila euro ai danni della titolare della gioielleria Montelupo di Langhirano del 2 maggio scorso. Un'operazione trasversale durata oltre un mese da parte del Comando Provinciale dei Carabinieri di Parma che si è valsa della collaborazione del Compagnia Carabinieri di Canicattì per riuscire a incastrare i responsabili di una rapina efferata per le modalità con le quali è stata messa in atto. Il 2 maggio scorso due malviventi erano entrati nella gioielleria Montelupo fingendosi clienti e secondo una modalità ormai collaudata in molti casi analoghi, hanno approfittato del momento in cui la titolare si dirigeva verso la cassaforte per immobilizzarla minacciandola con una pistola, per poi legarle i polsi con fettucce da elettricista e condurla nel retro, aiutati anche dal terzo complice che nel frattempo si era introdotto nel negozio. I tre avevano inveito anche sul malcapitato fattorino che si era recato in gioielleria proprio in quegli istanti. In pochi minuti i tre sono riusciti a portare via una grande quantità di preziosi, tra monili, orologi, anelli, bracciali, per un valore che la titolare ha stimato attorno ai 100 mila euro. I tre erano riusciti a scappare e a far perdere le proprie tracce.

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Fondamentali per dare avvio alle indagini le immagini raccolte dalle telecamere di videosorveglianza, che hanno ripreso i volti dei tre rapinatori. Un'indagine che come spiegato stamane nel corso della conferenza stampa, si è valsa non solo dei metodi tradizionali ma anche di supporti tecnici che hanno permesso di mettersi sulle tracce dei rapinatori in breve tempo, individuando V.A., albanese 26enne, L.F. siciliano 42enne residente a Parma e L.M.V., 24enne siciliana residente a Canicattì. Dai controlli nelle loro abitazioni è stata rinvenuta quasi la metà della refurtiva trafugata: i tre avevano già iniziato a venderla attraverso i canali del Compro Oro anche a Parma, i carabinieri sono riusciti a rintracciare parte della refurtiva nel corso dei consueti controlli nelle attività del territorio. Ieri 16 giugno V.A., L.F. e L.M.V. sono stati arrestati per rapina aggravata, sequestro di persona e porto e detenzione illegale di arma da sparo. I tre erano già noti alle forze dell'ordine per reati contro la persona e il patrimonio, L.F. stava già scontando i domiciliari, per questo l'accusa per lui è anche di evasione.

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