Rapina in casa: dopo la nipote, arrestato complice. Ha rapinato la Cariparma

E' finito in manette anche il complice di D.M. parmigiana 39enne arrestata per aver organizzato la rapina nell'abitazione di suo zio pensionato. T.M. è stato riconosciuto per la rapina alla Cariparma di via Montebello: la vittima ha riconosciuto la foto

Svolta nel caso della rapina violenta subita dal pensionato parmigiano avvenuta il 19 gennaio scorso in pieno giorno nella sua abitazione di via La Spezia. L'uomo era stato aggredito e immobilizzato da un uomo che si era finto un corriere per farsi aprire la porta. Legato con nastro da pacchi, picchiato e minacciato probabilmente anche da un secondo uomo, il pensionato aveva riportato ferite in diverse parti del corpo ma nonostante lo shock era riuscito a notare particolari che sono risultati essere decisivi per la svolta nelle indagini. I due uomini e una donna avevano messo a soqquadro la casa alla ricerca di una cassaforte, per poi riuscire a portarsi via invece solo 300 euro in contanti, alcuni quadri e gioielli.

Incastrata da una raccomandata cadutale dalla borsa, il 30 aprile scorso per rapina aggravata in concorso è finita in manette la nipote della vittima, D.M., parmigiana 39enne che aveva organizzato la rapina pensando probabilmente che quello zio con cui non era in buoni rapporti fosse particolarmente benestante. Ora la svolta con l'arresto anche del complice della donna, si tratta di T.M.42enne napoletano residente da anni a Parma. A incastrare l'uomo la rapina da 70 mila euro messa a segno il 19 luglio scorso al Cariparma di via Montebello. Modalità simili, per l'efferatezza con la quale l'uomo a volto scoperto aveva immobilizzato i dipendenti con nastro da pacchi e atteso l'apertura a tempo della cassaforte per rubare i soldi e dileguarsi. L'arresto per quella rapina e la pubblicazione delle foto sui giornali hanno allertato il pensionato vittima della rapina in casa, che ha riconosciuto nel volto dell'arrestato il suo aggressore. 

Iniziate da quel momento le indagini, dal controllo dei tabulati telefonici è emerso che T.M.nelle ore dell'aggressione, attorno alle 14 del 19 gennaio scorso, si trovava realmente in via Spezia. Nota di colore, probabilmente per scaramanzia, il rapinatore di origini napoletane seguiva le stesse modalità scegliendo sempre il 19 come giorno per mettere a segno i crimini. Ora per T.M., già in carcere per la rapina in banca, grava anche l'arresto per rapina aggravata in concorso. Indagini ancora in corso per individuare il terzo complice che insieme a T.M.secondo le indicazioni della nipote della vittima ha aggredito e immobilizzato il pensionato.

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