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"Dacci i soldi o ti ammazzo, tuo figlio potrebbe farsi male", poi la rapina alle Poste di Pontetaro: 7 arresti

I malviventi puntarono la pistola alla testa della direttrice in ginocchio, le strinsero la sciarpa intorno al collo, le minacciarono il figlio e poi, durante la fuga, spararono in direzione di alcuni vigilantes

Il 3 dicembre del 2018 alcuni malviventi rapinarono l'ufficio postale di Pontetaro con metodi particolarmente banditi puntarono la pistola alla testa della direttrice, le strinsero la sciarpa intorno al collo, le minacciarono il figlio e poi, durante la fuga, spararono in direzione di alcuni vigilantes. Sette componenti di quella banda sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Parma, al termine delle indagini - coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma. Gli arresti sono stati eseguiti a Saronno, Vittuone, Limbiate e Chianciano: in carcere sono finiti M.S., un 24enne russo, D.M.M, 46enne italiano, C. M, 24enne italiano, S.S., 27enne marocchino, D.F. A., 46enne italiano. Due donne, B.D. italiana di 25 anni e B.M. di 38 anni sono agli arresti domiciliari. I reati contestati sono rapina aggravata in concorso, porto illegale di un’arma da fuoco e ricettazione. Il giovane russo è indagato, insieme al 24enne italiano, anche per furto aggravato su cose destinate a pubblico servizio.

"Dacci i soldi o ti ammazzo, tuo figlio potrebbe farsi male": la rapina choc alle Poste 

Il 3 dicembre 2018 la direttrice dell'ufficio postale di Pontetaro, poco prima delle 8, mentre stava per aprire la filiale è stata sorpresa alle spalle, presa per il collo e costretta a far entrare tre malviventi con un passamontagna. La donna è stata anche minacciata con una pistola perché aprisse la cassaforte ed avvertita di fare “la brava” poiché un quarto complice ne controllava il figlio, lasciando intendere che quest’ultimo avrebbe potuto subire conseguenze in caso di “incidenti di percorso”. Poiché durante le operazioni di apertura la vittima, costretta a stare in ginocchio con la pistola puntata alla testa, aveva sbagliato nella digitazione del codice di sblocco, uno dei malviventi le ha stretto la sciarpa intorno al collo minacciandola di morte in caso di un ulteriore errore e per rendere l’intimidazione più convincente sfilava il caricatore dalla pistola mostrandole i proiettili sì che comprendesse non trattarsi di un’arma giocattolo.

Apertasi la cassaforte, i malviventi ne svuotavano il contenuto, pari a 30 mila euro e si allontanavano portando con sè anche il telefono cellulare della direttrice, il contenuto del suo portafogli e la sua borsa frigo in cui riponevano il bottino; all’uscita incrociavano alcuni agenti di un istituto di vigilanza, uno dei quali tentava di inseguirli. I tre rapinatori riuscivano comunque a dileguarsi fuggendo in diverse direzioni nelle vie e nei campi limitrofi, non prima di aver tentato di sparare all’indirizzo dei vigilanti.

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