Rapinò lo zio in via La Spezia: 39enne parmigiana condannata viola gli arresti domiciliari

Il 19 gennaio 2013, insieme a due complici D.M. ha rapinato lo zio anziano in via La Spezia: arrestata e condannata a 6 anni e 6 mesi era ai domiciliari ma li ha violati ripetutamente

Il 19 gennaio 2013, presso l’abitazione di un anziano residente nella zona di via La Spezia, hanno fatto irruzione tre persone tra cui una donna. In particolare, i due uomini, entrati per primi, dopo aver colpito la vittima, l’hanno immobilizzata con del nastro adesivo. In seguito i tre malviventi, avevano rovistato all’interno dell’appartamento asportando denaro, gioielli, orologi e quadri. Le meticolose indagini esperite dagli investigatori della Sezione Antirapine della squadra Mobile, coordinate dal Pubblico Ministero Dott.ssa Lucia Russo, hanno permesso di trarre in arresto, il 2 maggio 2013, D.M., nipote della vittima. 

Altresì, il 17 dicembre 2013, nel prosieguo delle indagini, è stato identificato e tratto in arresto anche uno dei complici, T.M, già arrestato il 28 ottobre 2013 precedente, in quanto autore della rapina alla Cariparma di via Montebello, è stato condannato, per la rapina all’anziano, a 4 anni di reclusione. D.M. nel mese di maggio scorso è stata condannata ad anni 6 e mesi 6 di reclusione ed è rimasta agli arresti domiciliari, ove era stata collocata successivamente al suo arresto. I giorni scorsi, a seguito di segnalazione pervenuta alla Squadra Mobile, gli investigatori della sezione Antirapine, hanno svolto indagini che hanno permesso di accertare che D.M., durante la detenzione domiciliare, ha violato ripetutamente le disposizioni in materia di arresti domiciliari e, pertanto, è stata trasmessa una meticolosa informativa alla locale Procura della Repubblica

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Il Tribunale, preso atto di quanto emerso, la settimana scorsa ha emesso una ordinanza con la quale è stato sospeso il beneficio degli arresti domiciliari disponendo il ripristino della detenzione carceraria. Personale dell’Antirapina, pertanto, si è recato presso l’abitazione di D.M. e dopo averle notificato l’ordinanza emessa dal Tribunale di Parma, l’ha accompagnata presso la Casa Circondariale di Modena, dotata di sezione femminile. 

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