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Lungo il Po tra Cremona e Parma: nel regno dei rave illegali

Negli ultimi anni la zona golenale del fiume, nascosti alla vista di chi transita sulla provinciale, è diventata il ritrovo preferito del popolo dei rave: giovani provenienti da tutto il Nord Italia si ritrovano per ascoltare musica fino al mattino

Negli ultimi anni la zona golenale del Po, al limite dei confini provinciali di Parma e di Cremona è diventata il regno dei rave party illegali, che attirano giovani da tuto il Nord Italia e non solo. L'area è stata scelta dal popolo dei rave in diverse occasioni nel corso degli ultimi due anni: un'area isolata, nascosta alla vista di chi transita sulla strada provinciale Sp 10 che segna il limite tra i Comuni del cremonese e quelli del parmense: Roccabianca, Casalmaggiore, San Secondo, Zibello. Un mondo a sè che funziona con regole proprie e che ha visto centinaia di giovani ritrovarsi su quei terreni, dopo il tam tam sui social network e sulla rete Web, uno strumento che permette ai partecipanti di diffondere l'evento, senza specificare esplicitamente il luogo. I rave infatti sono feste 'illegali' nel senso che non esistono autorizzazioni per le attività che avvengono all'interno: diffusione di musica, consumo di alcolici. Lo spirito degli organizzatori è proprio quello di non chiedere alcun tipo di permesso legale. Il consumo di droga di vario tipi, dalla marijuana alla ketamina, dalle anfetamine alla cocaina, è una costante di questo tipo di feste. Le droghe vengono assunte da giovani e giovanissimi, spesso accompagante dal consumo eccessivo di alcolici, un mix che può essere molto pericoloso. Le forze dell'ordine che indagano sull'organizzazione dei rave illegali tengono monitorata la situazione, effettuano controlli nei confronti dei partecipanti alla ricerca di droghe o per identificare i giovani per reati specifici. L'occupazione di terreni, che viene effettuata durante lo svolgimento di rave, è un reato per il quale, nelle ultime retate effettuare dai Carabinieri nella zona tra il parmense ed il cremonese sono state denunciate più di 400 persone negli ultimi anni, grazie alla collaborazione tra i militari di Roccabianca, quelli di Casalmaggiore, di Soragna, di Sissa Trecasali e di Zibello. Un'altra modalità con la quale vengono effettuati i rave è tramite l'occupazione di capannoni o edifici abbandonati proprio allo scopo di svolgere la festa all'interno. La musica a volumi altissimi e il via vai di giovani che seguono i rave ha spesso suscitato fastidio nei residenti di quelle zone: in molti casi sono stati proprio i cittadini ad avvertire le forze dell'ordine. Alle 7 o alle 8 di mattina, quando il rave è ancora in pieno svolgimento, i residenti sentono la musica e pensano che ci sia qualcosa che non va: ormai nella zona i residenti sanno che vengono organizzati eventi di questo tipo ed avvertono i Carabinieri, che arrivano sul posto e controllano i partecipanti. Nell'aprile del 2015 i Carabinieri hanno sgominato una banda di pusher che si occupava di vendere marijuna, ketamina, hashish e anfetamine durante i rave party, eseguendo 12 arresti. Le sostanze venivano vendute a giovani e giovanissimi proprio durante le feste notturne. 

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