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Parma, nel 2015 denunciati più di 21mila reati

Luigi Alfieri, cofondatore di 'Parma non ha paura': "La sicurezza? E' un emergenza, come la legionella" 

Sicurezza e reati. Secondo una classifica del Sole 24 Ore a Parma nel 2015 sono stati denunciati più di 21mila reati: nella nostra città sono state effettuate più denunce che in altre 86 città in Italia, tra le quali Agrigento, Nuoro, Caserta e Crotone. 

Luigi Alfieri, cofondatore di Parma non ha paura, commenta i dati sull'indice di criminalità. "Mentre in città si fa sempre più viva l’emergenza legionella e, giustamente, l’attenzione di tutti è concentrata sul diffondersi dell’epidemia, il sole 24 ha pubblicato il 3 ottobre una pagina dedicata alla situazione della sicurezza nelle città  italiane nel 2015. Ebbene, questa pagina conferma che a Parma esiste un’altra emergenza, l’emergenza sicurezza, appunto. Il quotidiano ha evidenziato una tabella dei reati denunciati nelle varie province da cui deriva che Parma, in proporzione al numero di abitanti, registra più denunce di altre 86 località italiane. Più denunce di città come Agrigento, Nuoro, Caserta, Crotone. In dodici mesi a Parma e provincia sono stati denunciati più di 21mila reati. Una cifra enorme se consideriamo che molti cittadini rinunciano sempre più spesso alla denuncia e questo atteggiamento potrebbe spiegare, in parte, il calo dei reati rispetto al 2014, che perderebbe così una porzione del suo significato positivo. Una cifra così enorme, e il sospetto che il numero dei casi reali sia superiore, indica come la sicurezza sia un’emergenza strisciante, ormai non più avvertita dalle autorità competenti,  che si dilunga da anni. In realtà i cittadini hanno, sulla loro pelle, l’esatta percezione del fenomeno e ne subiscono tutti gli effetti. Come rilevato dal criminologo di fama internazionale Andrea Di Nicola,  fondatore di eCrime, durante il convegno “Bellezza, sicurezza, immigrazione” che si è tenuto nei giorni scorsi a Parma per iniziativa del comitato Parma non ha paura, occorre che le amministrazioni comunali si dotino di politiche sulla sicurezza più adeguate ai tempi, come la polizia predittiva (un algoritmo che permette di pronosticare i tempi e i luoghi in cui colpiranno i criminali e già usato in alcune città americane) e, soprattutto, che combattano la prima causa di criminalità urbana: il degrado. Diversi studi delle maggiori università internazionali dimostrano una connessione diretta tra bellezza e sicurezza, degrado e criminalità. Una città pulita, ordinata, col verde curato, i parchi in buono stato, aiuole fiorite, bene illuminata è, secondo gli scienziati, un deterrente contro la criminalità. Il tutto unito - spiega Andrea Di Nicola - a un buon livello dei servizi sociali. In questo ambito si può muovere un’amministrazione locale, mentre tocca al governo il presidio di polizia e il varo di leggi idonee a scoraggiare il crimine".

 

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