Sicurezza: calano furti, truffe e rapine a Parma e in regione

Nella città ducale il mese di febbraio fa segnare una netta diminuzione dei reati che passano dai 480 denunciati a gennaio ai 316 del mese scorso. Calano anche i furti in appartamento

Parma, a febbraio reati in calo
Sono 316 i reati denunciati a febbraio nella città ducale, ben 164 in meno rispetto ai 480 di gennaio. Lo comunica la Prefettura nel rapporto mensile sulla sicurezza. In particolare sono calati i furti in casa che da 224 di dicembre e 147 di gennaio sono passati ai 79 del mese scorso. Diminuiscono anche i furti negli esercizi commerciali, le truffe e le rapine.

Reati in Emilia-Romagna
Calano in Emilia-Romagna sia i reati contro le persone sia quelli contro la proprietà, con l’unica eccezione dei furti in appartamento che in controtendenza sono cresciuti quasi del 6% tra il 2009 e 2010. Sono questi alcuni dei risultati tra i molti contenuti nel XIV rapporto sulle “Politiche e problemi della sicurezza in Emilia-Romagna” presentato oggi in Regione nell’ambito di un convegno dedicato a “Reati, vittime e percezione della sicurezza”.

Per quanto riguarda l’andamento dei reati, dal rapporto emerge che tra il 2009 e il 2010 (ultimo anno di cui sono disponibili i dati utilizzati e provenienti dal ministero dell’Interno) le rapine sono diminuite dell’11% mentre i furti sono in calo del 4%. Si tratta di una tendenza costante nel triennio 2007-2010 e che riguarda reati che annualmente toccano circa un 10% dei cittadini, in linea con i dati delle regioni più ricche del Paese.

Il quadro delle rapine (che comprende quelle in esercizi commerciali, banche, appartamenti o a persone) è univoco sul versante dei cali e arriva a un -26% per quelle commesse contro le banche (scese così a 119 su base regionale nel 2010 dalle 252 del 2008) e al -13,5% per quelle commesse ai danni di una persona (756 il numero totale nel 2010 e le 1.005 del 2008).

Più variegato, invece, il quadro che presentano i furti. Prosegue, infatti, ancora il calo di quelli di auto (-5%), motocicli (-18%) e ciclomotori (-12%), così come i borseggi (-6%), gli scippi (-1%) e i furti dalle auto in sosta (-4%). Risultano invece stabili, con circa 9.500 denunce in regione, i furti a danno degli esercizi commerciali e in leggera crescita, dopo il calo del 2008, quelli a danno delle abitazioni. Questi ultimi nel 2010 sono stati 14.147 (sul totale di 123.000 furti denunciati in regione); si tratta dell’unico reato che si conferma essere un rischio maggiore nei comuni con meno di 50.000 abitanti.

Tra i “reati violenti” crescono dello 0,7% le violenze sessuali (448 nel 2010, 445 nel 2009) mentre risultano in calo tutti gli altri dati: gli omicidi consumati sono diminuiti del 37,1% (22 quelli commessi nel 2010), quelli tentati del 18,3% (67), le lesioni dolose del 4,6% (5.282), le percosse del 4,3% (1.322).

Le vittime e la percezione della sicurezza
Per quanto riguarda le caratteristiche delle vittime di reato, è la categoria dei giovani maschi tra i 14 e i 30 anni ad essere fra le più colpite da fenomeni criminali, soprattutto da furti di oggetti, aggressioni e rapine. Le donne, invece, subiscono maggiormente borseggi e scippi, soprattutto nei luoghi di mercato e, spesso, anche sui mezzi di trasporto pubblico. I fenomeni di criminalità predatoria, inoltre, sono più diffusi nei comuni medio-grandi.

Il rapporto sulla sicurezza in Emilia-Romagna si occupa anche della percezione della sicurezza da parte dei cittadini.
Sulla base di un sondaggio condotto dalla Regione alla fine nel 2010, la percezione della criminalità nella propria zona di residenza è ritenuta ‘molto o abbastanza grave’ dal 20% degli emiliano-romagnoli (il 2% in meno rispetto alla media italiana). Si tratta in prevalenza di donne (57% del totale), di persone residenti in comuni con oltre 50.000 abitanti (59%), con un’età tra i 25 e i 55 anni e con un titolo di studio e una professione medio-alte.

Di cosa si ha più paura? Tra i reati che generano più timore, ci sono i furti in appartamento e i crimini ai danni della persona (aggressioni, violenze, rapine), con la preoccupazione che aumenta tra chi vive in zone che considera più frequentate da persone “estranee” (tossicodipendenti, spacciatori, senza fissa dimora e nomadi).

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Cosa fanno le persone? Le forme di autotutela sono sostanzialmente legate ad evitare il pericolo: così se il 45% non frequenta luoghi potenzialmente pericolosi e il 32% mette la sicura all’auto, solo il 3% indica come forma autotutela il “portare qualcuno con se”.

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