Lavoro, in 3 mesi 705 licenziamenti: Parma a forte rischio recessione

I dati dell'Osservatorio sul mercato del lavoro parlano chiaro: anche la nostra città è stata 'contagiata' dalla crisi di domanda interna. Calo di attività nell'industria, positivo solo l'alimentare

La presentazione dell'Osservatorio sul lavoro

E’ una inversione di tendenza quella registrata dall’Osservatorio del Mercato del Lavoro (Oml) della Provincia di Parma nei primi tre mesi del 2012, la fotografia di un territorio che sta combattendo una battaglia molto dura per resistere alla recessione. Dopo che la crisi del 2008-2009 si era “mangiata” ben 3000 posti di lavoro, la ripresa dei due anni seguenti aveva fatto sperare e recuperare tutti quei posti - cosa che non è accaduta da molte parti.

Ma ora, sotto la scure di un’altra crisi, quella dei “debiti sovrani”, nel Parmense si annuncia un anno di sofferenza. A evidenziarlo sono i dati del primo trimestre 2012 elaborati dall’Oml e presentati oggi nella sede dell’ente alle istituzioni e alle categorie economiche e sociali dal responsabile dell’Osservatorio Pier Giacomo Ghirardini insieme a  Monica Pellinghelli.

La notizia è quella di un contagio: anche la provincia di  Parma è stata toccata dalla nuova recessione della domanda interna. Anche se l'economia del territorio fa registrare una positiva performance dell’export, un dato positivo dell’industria alimentare, il buon andamento dell’industria farmaceutica, gli effetti della nuova crisi lasciano segni ben visibilI. 

Il deciso calo di attività nell’industria, la riduzione degli avviamenti e dei posti di lavoro soprattutto nelle costruzioni (-200 rapporti alle dipendenze), un lavoro sempre più precario, come per l'alberghiero e la ristorazione, unico settore in cui si è registrato un incremento di posti di lavoro (+200 posti).  Il saldo destagionalizzato fra avviamenti al lavoro e cessazioni dei rapporti di lavoro è zero. E' tornata però a crescere la cassa integrazione ordinaria così come la cassa integrazione in deroga e si è raggiunto un record sui nuovi ingressi nelle liste di mobilità (705 licenziamenti).

"Si rileva purtroppo -commenta Fabrizio Ghidini, segretario confederale della Cgil di Parma- che anche il nostro territorio viene inevitabilmente risucchiato nella più generale crisi economica e produttiva nazionale. Sebbene resistano alcune eccellenze quali l'export, la farmaceutica e l'alimentare, il clima generale sembra con il tempo sbiadire i nostri differenziali positivi. Tra l'altro proprio il settore alimentare negli ultimi tempi lancia avvisaglie preoccupanti e anche il commercio ha invertito, in negativo, l'andamento".
 

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