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Referendum, il Comitato AttivarSi per l'Infanzia: 'Il Comune avrebbe suggerito un membro della Commissione'

Referendum. Il Comitato AttivarSI per l'Infanzia diffonde un nuovo comunicato stampa e denuncia: "Abbiamo appreso che vi sarebbe stato un improprio diretto contatto tra l'Amministrazione e un potenziale componente della commissione"

Referendu. Il Comitato AttivarSI per l'Infanzia diffonde un nuovo comunicato stampa e denuncia: "Abbiamo appreso che vi sarebbe stato un improprio diretto contatto tra l'Amministrazione e un potenziale componente della commissione e che sia stata quindi l'Amministrazione stessa a suggerire tale nominativo da inserire nella rosa dei nomi".

"Nel corso di questi mesi, ormai sette (ne doveva passare solamente uno), come Comitato promotore del primo Referendum senza quorum a Parma e come cittadini, siamo più volte rimasti basiti nel trovarci dinnanzi ad azioni e dinamiche che superavano la più fervida immaginazione. Abbiamo assistito a situazioni incoerenti e ambigue, a volte grottesche e paradossali  da sfiorare quasi la farsa, a volte decisamente desolanti. 

In questi sette mesi abbiamo visto un’Amministrazione deliberare in maniera netta e convinta il contrario di quanto detto in campagna elettorale; abbiamo visto una Giunta parlare con vanagloria di cittadinanza attiva e poi ignorare e denigrare, incidere e calpestare il primo referendum senza quorum proposto; abbiamo visto assegnare un bando e solo successivamente riunire la commissione che si sarebbe trovata a discutere, quindi, su una situazione già decisa.Non solo una, ben tre differenti commissioni!

Questo sarebbe l’aspetto quasi comico, se non fosse che il quesito referendario è stato depositato da un Comitato costituito con atto notarile e sottoscritto da decine di cittadini. Fino ad ora abbiamo assistito, in silenzio e con rispetto, ad un iter che si faceva ogni giorno più anomalo e caotico, tanto da far somigliare queste tre commissioni, che nei mesi si sono succedute, ad un vero e proprio porto di mare. Nel tempo abbiamo, però, cominciato e chiederci il perché di queste rinunce e dimissioni e abbiamo cercato un ordine nel caos. Così facendo, abbiamo appreso che l'Amministrazione non solo non ha costituito per tempo la commissione dei garanti, tenuta a decidere circa l'ammissibilità del quesito entro 30 giorni dal deposito (ai sensi del Regolamento comunale e/o della l. 241 /90 come rilevato anche dal Difensore civico regionale), ma, entro tale termine, non ha nemmeno richiesto all'Ordine degli Avvocati la rosa dei nominativi dalla quale estrarre uno dei membri della commissione, come previsto dallo Statuto. 

Abbiamo altresì appreso, ed è cosa ben più grave, che vi sarebbe stato un improprio diretto contatto tra l'Amministrazione e un potenziale componente della commissione e che sia stata quindi l'Amministrazione stessa a suggerire tale nominativo da inserire nella rosa dei nomi che, da Statuto comunale, doveva essere indicata, in autonomia, dall'istituzione di appartenenza di tale soggetto. Quanto avvenuto sarebbe in aperto contrasto con la tanto sbandierata (specie da Sindaco e Vicesindaco) imparzialità rispetto alla politica da parte della commissione garante del referendum. Pensavamo e speravamo di aver visto abbastanza, ma così purtroppo non è!"

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