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Referendum Trivelle, il risultato si ferma al 32%.Vittoria o sconfitta per l'ambientalismo? La risposta di Savani (M5S) e Dall'Olio (Pd)

Nonostante l'astensionismo ieri il referendum popolare ha portato 14 milioni di italiani a votare contro la proroga delle concessioni alle compagnie petrolifere. Il referendum fermo al 32% è un dato rilevante per l'ambientalismo e la politica italiana? Le riflessioni dei due politici locali Dall'Olio (Pd) e Savani(M5s), più vicini ai temi ambientali.

Il referendum popolare di ieri non ce l'ha fatta ad arrivare al quorum ma si è fermato al 32%. 

Vince l'astensionismo anche se, tra i 14 milioni di italiani che si sono recati alle urne, l'86% vota per il Sì. 

La situazione per i mari italiani quindi rimane la stessa: le concessioni alle compagnie petroliofere non avranno una scadenza e le tasse sulle estrazioni (le royalities) rimangono quelle più basse a livello europeo, il 10% in Italia rispetto alle tassazioni richieste dalla Norvegia dell'80%. 

Il referendum sulle trivelle ha però portato la popolazione, e soprattutto la politica, ad interessarsi all'ambiente quale produttore delle fonti energetiche e riflettere quindi sulle energie tradizionali come i combustibili fossili o l'uso di fonti rinnovabili, meno impattanti e dannose per la salute di uomo e ambiente.

Come leggere questo risultato referendario? Una vittoria e quindi un'input allo sviluppo di rilfessioni in termini ambientali ed energetici o una sconfitta per la popolazione che rimarrà legata all'estrazione di gas e petrolio da parte di lobby estere che non avranno oneri di bonifica finiranno i giacimenti dei nostri mari?

Abbiamo chiesto a Savani (M5S) e Dall'Olio (Pd) un parere a riguardo.

Savani: Persa la battaglia non la guerra- "Sicuramente è stata una sconfitta per chi ci ha creduto, lavorato e faticato tanto ma, nonostante ciò, il referendum è una scelta consapevole di cittadinanza attiva che si avvale del proprio diritto/dovere.

A livello politico la tematica ambientale ha trasceso le varie correnti Pd ma purtroppo il risultato rimanda la vincita delle logiche partitiche che sono rimaste al soldo delle lobby.

Credo sia significativo il fatto che Renzi e il Presidente emerito Napolitano abbiano indotto gli italiani a non andare a votare, mi lascia perplesso questo comportamento su una scelta costituzionale legittima e di diritto/dovere dei cittadini.

Il governo attuale non potrà asfaltare la scelta di 14 milioni di persone che sono andate ad esprimere il loro volere sancito dai diritti costituzionali. E' una vittoria di Pirro e se fossi nel Pd mi guarderei alle spalle...

Chiaro che sia una sconfitta in termini ambientali ciò non toglie che sia solo una battaglia persa mentre la guerra è ancora aperta.

Dall'Olio (Pd): Non ha prevalso l'intresse generale - "Alla fine, grazie ad una campagna comunicativa a tappeto, ha vinto il partito dell’astensione. Ma non ha certo vinto l’interesse pubblico. Chi festeggia davvero sono le compagnie petrolifere titolari delle piattaforme di estrazione all’interno delle 12 miglia. Con la proroga delle concessioni fino ad esaurimento dei giacimenti non avranno più l’obbligo di sobbarcarsi i costi per lo smantellamento delle piattaforme, previsto alla scadenza delle stesse concessioni. 

E avendo davanti tutto il tempo che vogliono, potranno continuare a produrre gas sotto il livello di franchigia (50.000 mc)senza dovere pagare alcuna Royalty allo Stato, come già avviene per gran parte dei pozzi.

Questo era il regalo per i petrolieri fatto dallo Sblocca Italia che il referendum voleva evitare.

Dal punto di vista ambientale ed energetico nella sostanza non cambierà moltissimo ma passano però concetti e principi molto sbagliati, come il fatto che ci possono essere concessioni illimitate o che quando ci si deve fare carico di costi li si scarica poi sulla collettività o lo si rimanda all'infinito...

A livello locale ho visto, e mi ha colpito positivamente, che tantissime persone ieri si sono recate al Duc a fare la fila di 1 h per la tessera elettorale. Vuol dire che c'è ancora chi crede nell'importanza di esercitare il proprio diritto di voto ed è disposta a passare parte della sua domenica per avere la possibilità di votare.

Il dato del referendum lo leggo in maniera positiva anche se magari era difficile dal punto di vista tecnico ed è stato molto depotenziato rispetto al pacchetto dei 5/6 referendum iniziali.

Ha comunque un valore di principio e prospettiva molto rilevante. 

Non mi è piaciuta la dichiarazione di Renzi di ieri sera che si poteva risparmiare un intervento così a caldo, evidentemente si sentiva molto sotto pressione e sotto attacco perchè è stato dato a questo referendum un valore contro o pro il governo mentre si dovrebbe cercare di rimanere nei contenuti del referendum.

Credo che potesse mettere da parte la questione dei lavoratori. Non si può sempre la contrapporre l'ambiente al lavoro, tanto più che ora il petrolio è a 30/40 dollari al barile e le compagnie petrolifere sono in difficoltà e stanno cercando aiuti in tutti i modi per ridurre i costi".

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