Colorno, la Reggia riapre a San Valentino: danni per un milione di euro

Le uniche porzioni dell'immobile al momento non ancora utilizzabili sono quelle collegate alla torre sud est. Dalla Provincia 200mila euro per gli interventi principale del dopo terremoto

Reggia di Colorno

Il 14 febbraio la Reggia di Colorno riapre al pubblico. I sopralluoghi effettuati dopo la chiusura temporanea ordinata all’indomani del terremoto, hanno dunque scongiurato il pericolo maggiore cioè quello dell’inagibilità dell’antica dimora settecentesca.
E grazie ai lavori tempestivi di messa in sicurezza realizzati dalla Provincia, fra cui la rimozione di gran parte delle statue e dei vasi che decoravano i cornicioni di tre lati dell’edificio e le torri, è ora possibile riprendere le attività che si svolgevano nel palazzo ducale.
Dal 14 febbraio dunque torneranno ad animarsi le sale espositive, l’Ufficio turistico, la libreria e la biblioteca comunale, il circolo anziani e le sedi delle associazioni. Riaprono anche gli uffici amministrativi di Alma, la scuola internazionale di cucina dove le lezioni sono riprese già nei giorni immediatamente successivi il sisma.

Riprenderà l’attività turistica con le visite al piano nobile, attentamente visionato nell’ultimo sopralluogo di lunedì 6 febbraio, agli appartamenti del duca Borbone e san Liborio, la cappella ducale la cui facciata è stata anch’essa “spogliata” di torcere e pinnacoli.
Alla Reggia si accederà dalla piazza limitrofa alla chiesa di san Liborio e da via Roma, sul parcheggio interno. Gli ingressi principali su piazza Garibaldi e sul giardino resteranno chiusi. Fra qualche settimana il primo a riaprire sarà l’accesso dal giardino mentre per quello frontale occorrerà attendere il tempo della progettazione e esecuzione degli interventi preventivi finalizzati a assicurare e ancorare gli elementi in pietra e i decori che sovrastano quella “porta”.

Le uniche porzioni dell’immobile al momento non ancora utilizzabili sono quelle collegate alla torre sud est, comprese le stanze confinanti del piano nobile e al piano terra della biblioteca. Questa parte, risultata fin da subito particolarmente sofferente dopo la seconda scossa, necessita di lavori consistenti fra cui cerchiature e catene, un intervento complesso che sarà oggetto di un progetto specifico.
Le verifiche condotte in questi dieci giorni hanno permesso di identificare gli interventi necessari per un ripristino completo dell’agibilità di tutto il complesso. L’ultimo in ordine di tempo, dedicato in particolare agli interni, è stato il sopralluogo di lunedì scorso con il Soprintendente Luciano Serchia accompagnato dal funzionario di zona Marina Ferrari, i funzionari del Servizio Tecnico di Bacino Marco Giacopelli e Simona Patrizi. Con loro gli esperti incaricati dalla Provincia e Doriano Rivieri, che per l’ente sovrintende tutte le operazione sul palazzo.

E se è vero che ora la Reggia di Colorno ritorna visitabile e vivibile, è altrettanto vero che le due scosse di terremoto del 25 e 27 gennaio hanno lasciato conseguenze pesanti sulla residenza storica dei Farnese, dei Borbone e poi di Maria Luigia D’Austria. Già l’assenza dei gruppi scultorei che lo decoravano, tranciati alla base dalle vibrazioni, rende l’idea di quanto male abbia fatto al palazzo ciò che è accaduto. A questo si aggiungono diversi problemi da risolvere – la facciata principale, le due torri frontali, la lanterna, - che vanno ad allungare l’elenco degli interventi che dovranno essere messi in campo e che “pesano” sull’ammontare delle risorse necessarie.

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La Provincia ha già destinato circa 200 mila euro per le somme urgenze fra cui anche gli interventi sugli ingressi principali in modo che gli accessi alla reggia siano tutti praticabili – spiega l’assessore alla Cultura Giuseppe Romanini - Dai computi fatti il preventivo degli interventi per la messa in sicurezza e il ripristino dell’agibilità sfiorano il milione e duecentomila euro. Più impegnativa ancora sarà tutta la partita che riguarda gli interventi di restauro e restituzione dell’immobile al suo antico splendore che andranno definiti da progetti ad hoc. E’ chiaro, per la situazione in cui si trovano le casse degli Enti Locali, che ci sarà bisogno di un concorso ampio di attori a partire dallo Stato e sotto questo profilo la Soprintendenza si è già attivata verso il ministero. Siamo impegnati a attivare tutti i canali possibili”

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