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Bigenitorialità, Parma è la prima città ad istituire il registro per il doppio domicilio

Martedì l’approvazione unanime del Consiglio Comunale, ieri un convegno a Palazzo del Governatore per dare gambe ad un provvedimento volto a tutelare i diritti dei bambini e ad affermare il ruolo di entrambi i genitori anche in caso di separazione o divorzio

Martedì l’approvazione unanime del Consiglio Comunale, ieri un convegno a Palazzo del Governatore per dare gambe ad un provvedimento volto a tutelare i diritti dei bambini e ad affermare il ruolo di entrambi i genitori anche in caso di separazione o divorzio. L’incontro è stato organizzato dall’associazione “Crescere Insieme” e dal Comune d Parma, nell’ambito delle manifestazioni legate alla Giornata Internazionale della Famiglia. Con Antonio Pirisi in veste di moderatore, si sono succeduti sul palco Laura Fruggeri (Direttore dipartimento di Psicologia dell’Università di Parma) che ha parlato del ruolo dei genitori nelle famiglie che cambiano, Antonio Costa e Marino Maglietta dell’associazione “Crescere Insieme”. Quest’ultimo ha ripercorso le controverse vicende legislative che hanno di fatto impedito finora di portare a compimento il principio di bigenitorialità, cioè il diritto del bambino a mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori, anche nel caso che siano separati o divorziati: “L’istituzione del doppio domicilio sancita dal Consiglio Comunale di Parma – ha concluso Maglietta – è una prima significativa risposta del Paese reale ai pasticci legislativi che finora hanno impedito il libero esercizio della funzione genitoriale”.

“Abbiamo voluto questo provvedimento – ha affermato Nicoletta Paci nel suo indirizzo di saluto – per aiutare le famiglie ad affrontare nel modo migliore il trauma della separazione, affermando il diritto e il dovere di ciascun genitore ad esercitare il suo ruolo, cosa tutt’altro che scontata nella confusione legislativa vigente, che alimenta dispettucci e incomprensioni nei momenti più difficili”. L’assessore Laura Rossi ha quindi spiegato modalità di funzionamento e limiti oggettivi del registro di bigenitorialità approvato dal Comune, ovviamente dentro i confini imposti dalla normativa nazionale vigente: “Si tratta - ha detto – di un registro istituito all’anagrafe, al quale si possono iscrivere i figli di tutti i genitori con residenze diverse, qualunque ne sia il motivo. 

Ovviamente la residenza resterà una sola, ma le comunicazioni che riguardano il bambini dovranno fare riferimento ai due domicili indicati dai genitori. Unico vincolo – ha chiarito – che non ci siano limiti alla potestà genitoriale. Il registro – ha concluso Laura Rossi – non cambia nulla sul piano giuridico, ma produce effetti concreti perché consente ad entrambi i genitori di esercitare meglio il loro ruolo per diritti, doveri e responsabilità”. Laura Rossi ha anche reso noto che le separazioni a Parma sono state 675 nel 2012 e 679 nel 2013, a dimostrazione dell’ampiezza del fenomeno.Il documento sarà condiviso con tutte le altre istituzioni. Il convegno si è concluso con una tavola rotonda alla quale hanno preso parte rappresentanti dell'Ordine degli Avvocati, Ordine dei Medici, AUSL e Centro per le Famiglie del Comune di Parma.

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