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Asili, penalizzati figli dei detenuti. Cgil: "Chiediamo un confronto"

Anelli: "Ci rendiamo da subito disponibili ad un incontro dei sindacati confederali con l'Amministrazione, perplessità per la diminuzione del punteggio per i figli di detenuti"

Regolamento sull'accesso alle scuole per l'infanzia. Nell'ultima seduta della Commissione sono state confermate le due note dolenti del regolamento stilato dai 5 Stelle: l'abbassamento dei punti in graduatoria ai figli di detenuti (da 40 e 24) e ai nuclei monogenitoriali (da 17 a 15). Una penalizzazione che molti contestano. Asili, il nuovo regolamento: penalizzate ragazzi madri e detenuti
Altra questione è l'equiparazione dei contratti a tempo indeterminato all'universo dei contratti atipici (co.co.co., co.co.pro., prestazioni occasionali, apprendistato, ecc..) che viene introdotta dal nuovo testo sull'istruzione. Il consigliere Nuzzo durante la seduta ha fatto notare che: "La precarietà comporta minori garanzie e maggiori disagi, quindi andrebbero introdotte delle agevolazioni".

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CGIL: 'CHIEDIAMO UN CONFRONTO'. “La modifica del regolamento comunale per l'accesso ai servizi educativi 0/6 – spiega Valentina Anelli, segretaria confederale della CGIL provinciale - pensiamo debba vedere un confronto anche con le parti sociali. A tal proposito ci rendiamo da subito disponibili ad un incontro dei sindacati confederali con l’Amministrazione, nella convinzione che il regolamento debba garantire un ampio accesso al servizio, salvaguardando tutti coloro che lavorano e non solo a tempo indeterminato ma anche con contratti atipici e a tempo indeterminato.

Questo aspetto rappresenta infatti una grave lacuna del regolamento precedente, che limitava l'accesso ai soli lavoratori con contratto a tempo indeterminato. Pensiamo inoltre che il regolamento debba essere inclusivo per tutti i cittadini residenti nel Comune di Parma, indipendentemente dall'anzianità di residenza, favorendo l'accesso a tutti coloro che decidono di spostare la residenza da un Comune all'altro senza che questo debba penalizzarli nell'attribuzione del punteggio per l'accesso ad un sistema educativo. Tutto ciò anche in considerazione del fatto che in questi anni a Parma e frazioni limitrofe sono stati costruiti nuovi insediamenti urbani che vedono continuamente l'ingresso di persone provenienti da altri Comuni”.


“Non possiamo tuttavia non esprimere la nostra perplessità – prosegue Valentina Anelli - in ordine alla diminuzione del punteggio per i figli di detenuti, che già vivono in condizioni di disagio, in un nucleo monogenitoriale, e che pensiamo debbano trovare anche al di fuori della famiglia di origine un presidio educativo e di socializzazione. Crediamo inoltre che vada individuato un meccanismo che possa garantire alle famiglie con più figli di poter avere una priorità di accesso all'interno della stessa struttura, così da evitare il disagio, come è successo in passato, di dover portare i fratelli in strutture differenti”.

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