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Renzi oggi a Parma, Pizzarotti: “La tua Legge di Stabilità sottrae soldi ai Comuni"

Il sindaco: grave l'idea di continuare a spremere i Comuni e i cittadini per riequilibrare le casse dissestate dello Stato, come se i Municipi fossero centri di spreco, ma fatto 100 il debito pubblico globale, la quota imputabile ai Comuni è pari al 2.5%. Rimangano a Parma i soldi dei parmigiani

RENZI A PARMA: IL PROGRAMMA. Si effettuerà come da programma nella giornata di oggi, giovedì 20 novembre, la visita del Presidente del Consiglio Matteo Renzi a Parma. Il Capo del Governo giungerà intorno alle 15 all’aeroporto Verdi e proseguirà per Varano Melegari, dove incontrerà il Sindaco di Varano Melegari Luigi Bassi, per poi visitare l’azienda automobilistica DallaraScenderà quindi a Ponte Taro per visitare lo stabilimento dell’azienda Pizzarotti e si recherà successivamente presso il Comune di Parma dove si svolgerà un incontro con i sindaci del territorio e rappresentanti degli Alluvionati e degli Angeli del Fango. “Ringraziamo il Presidente del Consiglio Matteo Renzi per la disponibilità dimostrata nel programmare questa visita a Parma e nell’incontrare i rappresentanti degli Alluvionati e degli Angeli del Fango – affermano il senatore parmigiano Giorgio Pagliari e i deputati Patrizia Maestrie Giuseppe Romanini - Si tratta di un gesto di attenzione nei confronti del nostro territorio, particolarmente importante nel momento di difficoltà che sta vivendo in seguito al susseguirsi degli eventi legati al maltempo e al dissesto idrogeologico”?“La Legge di Stabilità del Governo Renzi mette in difficoltà i Comuni: impossibile pensare che un ex sindaco privi i Municipi e i suoi cittadini di risorse essenziali che vanno da 1 a quasi 3 miliardi di euro in prospettiva del Bilancio 2015”. Così Federico Pizzarotti commenta la situazione odierna delle città in relazione alle proposte contenute nel disegno di legge di Stabilità del Governo Renzi. 20 milioni di euro in meno nel Bilancio 2015 del Comune di Parma. 

PIZZAROTTI: "LA LEGGE DI STABILITA' TOGLIE FONDI AI COMUNI'. “Anche quest’anno il Comune di Parma si è visto minori entrate per 20 milioni di euro, che vanno a sommarsi ai numerosi tagli e ai mancati trasferimenti dell’anno scorso e di quelli precedenti – spiega Pizzarotti -. Io dico che l’Italia non riparte con gli 80 euro regalati in busta paga, ma con una pianificazione che tenga conto del ruolo essenziale dei Comuni in periodo di crisi. Le emergenze, come la difficoltà nel pagare le bollette o l’affitto, battono colpi sulla porta dei Municipi, non a Roma dove la politica è lontana e distante. Il grave problema tutto italiano è che dalle tasche dei cittadini vengono prelevati soldi che poi vanno a Roma, mentre alle città restano le briciole. Ma sono quelle briciole che poi rispondono ai bisogni primari dei cittadini, come gli aiuti per pagare gli affitti o fondi per garantire maggior sicurezza e decoro, per la realizzazione di nuove scuole o per assicurare qualità per le nostre strade”.

Chiediamo autonomia finanziaria. “Io non ce l’ho con Renzi, ma ce l’ho con la sua politica, che è la stessa di quella di Letta e di Monti prima di lui – conclude Pizzarotti -. Ce l’ho con l’idea di spremere i Comuni e i cittadini per riequilibrare le casse dissestate dello Stato. Ce l’ho con l’idea di considerare i Comuni centri di spreco, quando in realtà noi la spending rewiev la facciamo ogni giorno entrando in ufficio: fatto 100 il debito pubblico globale dell’Italia, la quota imputabile ai Comuni è del 2.5%. Ce l’ho con l’idea di utilizzare i sindaci, che ci mettono sempre la faccia, come esattori delle tasse per conto terzi. Allora si faccia un vero e proprio cambio di verso: si cominci a considerare i Comuni come Parma motori dell’economia italiana, anche attraverso una sempre maggior autonomia finanziaria.

Che i soldi dei parmigiani rimangano a Parma, per investire sui nostri figli, sulle scuole, sui centri di aggregazione, sulle biblioteche, per riqualificare e migliorare la fruibilità dei parchi, delle strade, delle vie del centro e soprattutto delle periferie. Per dare risposte sempre maggiori e più efficaci a chi una casa non ce l’ha. I Comuni possono essere i reali motori dell’economia italiana, ma solo se viene garantita loro una efficiente autonomia finanziaria”.

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