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Pilotta: reperti archeologici senza tutela nel cortile del museo

Secondo un dipendente del museo archeologico i resti delle mura di età romana - emerse dai numerosi interventi di scavo in Ghiaia - avrebbero un valore "relativo" perchè non incise né decorate

Uno dei luoghi di maggior prestigio storico di Parma, per esposizione di reperti di grande valore frutto di decenni di lavoro di studio e conservazione.
Il museo archeologico della Pilotta, nonostante l'impegno profuso da chi ne permette la fruizione per visitatori e turisti, necessiterebbe di interventi per ovviare alcuni problemi, evidenti anche solo scorgendo dalle sue finestre il cortile adiacente. Sono presenti, infatti, reperti archeologici risalenti all'età romana, resti murari, lasciati esposti agli agenti atmosferici.

Chiedendo a una dipendente il perchè di tutto ciò, ci è stato risposto che si tratta di resti di valore relativo, perchè mura non incise né decorate, parziale risultato di quanto emerso nel corso degli anni con i numerosi interventi di scavo della Ghiaia. Se è vero che ovunque in città, intraprendendo dei lavori di scavo, emergono resti archeologici in quantità, si parla comunque di reperti risalenti all'epoca romana, che già solo per questa ragione acquisiscono valore.

Anche con la recente costruzione del nuovo centro commerciale Eurosia sono emersi resti archeologici di grande importanza, come sepolture risalenti all'età del bronzo, la cui testimonianza si deve per ora limitare ad una cartellonistica illustrativa. Il motivo, probabilmente la carenza di fondi da parte del Ministero, non permette alla grande quantità di reperti urbani di trovare adeguata collocazione, determinando anche situazioni di questo tipo.

Un'ipotesi di maggiore valorizzazione potrebbe essere quella di creare un itinerario anche esterno, rendendo il cortile parte integrante delle esposizioni, ripulendolo e installando magari anche delle strutture a vetri per proteggere i reperti e ovviare, almeno in parte, ai problemi di spazio per la collocazione dei materiali che al momento risultano accatastati alla meglio, per non parlare di quanto letteralmente "non si sa dove mettere" come sostenuto da un dipendente. Investire nella cultura dovrebbe essere un presupposto imprescindibile. Dovrebbe.

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