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Emergenza casa e requisizioni, incontro tra la Rete e Pizzarotti: "Disponibili al dialogo"

Il sindaco Pizzarotti ha incontrato la Rete Diritti in Casa e si è detto disponibile al dialogo, purchè resti sempre nell’ambito della correttezza, e a cercare soluzioni con altri sindaci. Anche sulla questione della residenza l'assessore Rossi si è detta disponibile a trovare una soluzione

"Nuova puntata del confronto fra l’Amministrazione Comunale -si legge in una nota del Comune di Parma- e associazioni impegnate sui temi della casa, che hanno presentato al sindaco Federico Pizzarotti e all’assessore Laura Rossi un loro “dossier” contenente un’analisi della situazione abitativa di Parma e loro proposte per rispondere all’emergenza casa, al di là delle problematiche legate alle occupazioni in atto in diversi edifici pubblici e privati.

Il documento porta ad esempio una delibera di indirizzo adottata a Napoli dalla Giunta De Magistris e ne propone l’adozione anche a Parma. Come soluzione di emergenza vengono proposte la requisizione di alloggi sfitti o comunque disabitati da lungo tempo (quegli stessi oggi in parte oggetto di occupazione), l’utilizzo come abitazioni temporanee di edifici di proprietà pubblica di cui è prevista la dismissione o la ristrutturazione (quindi momentaneamente vuoti) e l’”autorecupero” come soluzione per rendere abitabili i locali e ridurre i costi di affitto.

Il sindaco Pizzarotti si è detto disponibile al dialogo, purchè resti sempre nell’ambito della  correttezza, e a cercare soluzioni con altri sindaci, ma ha chiarito che per agire serve un indirizzo  del Governo, che stabilisca quando scatta l’emergenza e con quali strumenti si può affrontare:  “Chi ha il potere di decretare lo stato di emergenza – si è chiesto il sindaco – e quale autorità può  disporre provvedimenti che toccano i diritti della proprietà privata quali appunto la requisizione t emporanea?”. Il sindaco si è comunque detto disponibile ad aprire il dialogo con gli altri enti  per verificare la possibilità di utilizzare locali pubblici attualmente vuoti e ad incentivare la  soluzione dell’”auto recupero”, già previsto per gli immobili abitativi comunali. Ma resta da  risolvere comunque il nodo delle leggi sulla sicurezza, che ora lasciano ben poco margine agli  amministratori.

L’assessore Laura Rossi ha reso noto che le case di “Parma Social House realizzate finora saranno tutte destinate alla locazione, previa modifica delle convenzioni in essere e ovviamente secondo le regole a suo tempo stabilite. Le associazioni hanno poi posto il problema della residenza, cancellata alle famiglie occupanti in seguito ad un decreto governativo e al relativo provvedimento della Prefettura: “Il problema esiste – ha ammesso la Rossi, è volontà dell’Amministrazione Comunale trovare una soluzione a garanzia dei diritti delle persone anche se vanno cercate le modalità più adatte in relazione al registro anagrafico (iscrivere tutti ad un indirizzo fittizio non consente poi di controllare l’esatta presenza in città delle persone) - e inoltre, non possiamo comunque farci carico di chi arriva a Parma e chiede la residenza, quindi i servizi connessi, senza avere nessuna fonte di reddito né un alloggio legittimamente occupato”.

Il sindaco si è poi riservato di verificare se la delibera di Napoli abbia prodotto qualche effetto pratico o se sia rimasta semplicemente un atto amministrativo teso ad evidenziare l’esistenza dell’emergenza abitativa. Il confronto è comunque aperto soprattutto in relazione a progetti di autorecupero e proseguirà anche in altre occasioni, sempre con l’intento di “individuare soluzioni praticabili che possano servire alle persone in difficoltà”.

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