Residenza dei Lecci, Usb: 'Lavoro a rischio per 43 dipendenti'

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

USB esprime la massima preoccupazione per la vicenda della casa protetta “Residenza dei Lecci” in cui 43 lavoratrici e lavoratori vedono il proprio lavoro a rischio. Come già noto la struttura dal 1 dicembre passerà a totale gestione pubblica attraverso “ASP Ad Personam” ma il futuro di queste 43 persone e delle rispettive famiglie è totalmente incerto.

Potrà sembrare demagogia o semplice retorica, ma ricordiamo l’ART 1 della costituzione Italiana, L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro. Ma per queste  lavoratrici e lavoratori non è così!

Sembra che tale principio fondamentale sia stato dimenticato.

La questione è più drammatica di quanto si possa pensare. La Coop Aurora-Domus, attuale gestore del servizio, ha già annunciato che per il 15 dicembre p.v. partirà la procedura di licenziamento collettivo. A meno che i lavoratori in questione non accettino le proposte avanzate di trasferimento, in località improponibili ad esempio, Udine, Chieti, Trieste. Si comprende bene, che tali proposte avanzate nei confronti di chi ha famiglia, figli, con le proprie radici ben radicate a Parma non possono essere accettate. E in tutto questo, come al solito, l’amministrazione comunale latita, i sindacati confederati CGIL e CISL avvallano tali proposte, facendo passare il messaggio che le decisioni sono già prese e senza proporre alcuna opposizione. CGIL e CISL danno il proprio consenso all’elemosina offerta dalla Coop. Aurora-Domus di offrire come buona uscita un mese di retribuzione, più i 45 giorni di preavviso retribuito e la quota sociale liquidata subito.

Ulteriore specchietto per le allodole viene promesso, tramite l’assessore al  welfare Laura Rossi che, all’apertura del nuovo “Romanini” dopo il restauro (di cui però non esiste alcuna data certa) qualunque cooperativa prenderà tale struttura in gestione, avrà l’obbligo di assume il personale uscito dalla casa protetta “Residenza dei Lecci”. Ricordiamo che la disoccupazione non dura in eterno e che come cifra non permette la sussistenza di una famiglia. USB chiede che venga aperto un tavolo serio di confronto con le istituzioni e la coop. Aurora-Domus, in cui verrà presentata una piattaforma elaborata insieme ai lavoratori. I Lavoratori sono stanchi di essere usati come oggetti: chiedono lavoro non elemosina; chiedono di poter continuare a vivere nella città in cui i figli sono cresciuti e di venire considerati dalla Coop. Aurora-Domus realmente soci anche nei momenti di difficoltà, non solo per l’approvazione del bilancio. Saranno sostenuti da USB e verranno attuate tutte le azioni di lotta possibili a difesa del lavoro e della dignità. 

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