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Residenza I Lecci, assemblea in strada - Usb: 'Dall'8 dicembre 43 lavoratrici a casa'

Dopo il passaggio della struttura all'affidamento diretto all'Asp Ad Personam le prospettive per gli attuali 43 lavoratori non sono rosee - Usb: 'Molte proposte di ricollocamento sono fuori città, a Chiesti e Trieste, ecco le tre strade che stiamo percorrendo'

L'8 dicembre la 'Residenza I Lecci', attualmente gestita dalla cooperativa Aurora Domus di Parma passerà alle gestione pubblica di Ad Personam. Da quel giorno gli attuali 43 lavoratori della struttura non presteranno più servizio all'interno della residenza. Per loro ci sono state alcune proposte di ricollocamento all'interno della cooperativa, molte delle quali fuori dalla città e dalla Regione. L'Usb, sindacato di base al quale sono iscritti circa la metà dei lavoratori, ha indetto un'assemblea pubblica in piazzale Fiume nel pomeriggio del 23 novembre. "Prima ci avevano autorizzato all'utilizzo della sala all'interno, poi venerdì ce l'hanno negata, così ci ritroviamo a fare assemblea qui fuori" ci riferiscono Carlo Rasmi e Mauro Caffo dell'Usb. 

"Dall'8 di dicembre sono tutti licenziati, nel senso che l'alternativa che la cooperativa ha proposto a questi 43 lavoratori, a parte alcuni posti a Parma, sono a Chieti, Udine e a Trieste, di fatto sono licenziamenti -esordisce Carlo Rasmi, che ci racconta quali sono le proposte del sindacato per questi lavoratori. E' una proposta solo informale. L'8 dicembre comincia la gestione diretta della Residenza I Lecci da parte dell'Asp Ad Personam, che ha fatto un concorso pubblico per assumere i lavoratori della struttura. Così chi ha lavorato fino ad oggi è fuori e quindi l'alternativa è o stare a casa o andarsene in giro per l'Italia. C'è una proposta di Cgil e Cisl che fa riferimento alla ristrutturazione del Romanini, ad una futura gara d'appalto con una clausola sociale per la riassunzione dei lavoratori. Allo stato attuale non ci risulta che ci sia un progetto per il Romanini e i tempi di fattibilità sono indeterminati e confliggono con la situazione in generale delle Asp in Emilia-Romagna. Per esempio a San Polo di Torrile stanno chiudendo l'Asp e stanno facendo un'Acs, Associazione Consortile Sociale, come in altre città. Secondo noi è impensabile che, in un contesto di questo tipo, questi lavoratori possano essere riassunti dopo la conclusione del progetto sul Romanini. Hanno bisogno di lavorare adesso e non tra tre o quattro anni. La clausola sociale di solito è applicata in una continuità di gestione, che qui non c'è. Di fronte a questa cosa noi abbiamo intenzione di sviluppare una trattativa con l'Aurora Domus per costituire un fondo di solidarietà tra i lavoratori, riferito in particolare ai singoli. Abbiamo chiesto l'apertura di un Tavolo di crisi in Prefettura con la convocazione dell'Aurora Domus per un accordo preciso, puntuale e verificabile sul ripescaccio per far si le assunzioni nel prossimo periodo abbiamo come priorità i lavoratori che perdono i posti di lavoro. La terza cosa che proponiamo è un Tavolo di crisi in Comune con il sindaco Pizzarotti e con le altre cooperative che lavorano nel settore per un accordo di ripescaccio per tutte le nuove assunzioni di queste cooperative.  

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