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Volontari Avvocato di Strada

Volontari Avvocato di Strada

Avvocato di strada, il bilancio, Piro: "Il Comune consenta residenza fittizia"

Un bilancio significativo quello tracciato dalla referente della sede parmigiana di Avvocato di strada Serena Piro, che chiede al Comune di riconoscere la residenza ai senza dimora per facilitare la burocrazia"

Un bilancio significativo sulla reale situazione di Parma per i senza fissa dimora che hanno bisogno di tutele legali quello tracciato dalla sede parmigiana di Avvocato di strada. "I casi di assistenza legale da parte di chi si rivolge a noi  - racconta la referente Serena Piro - sono stati piuttosto bilanciati riguardando problematiche di diritto civile, penale, amministrativo e diritti dei migranti. In prevalenza si sono rivolti a noi più uomini (2/3 degli assistiti) ed extra comunitari (appena oltre il 50%) mentre simile è la quota degli appartenenti alla fascia di italiani ed europei". Tante le attività svolte nel corso di questo primo anno e mezzo della onlus che conta oltre una decina di volontari e garantisce uno sportello settimanale nella sede della Croce Rossa.

"L'esperienza più bella svolta nel corso del primo anno di attività, è stata certamente quella nelle scuole, ma devo dire che anche dare speranza ad una persona che si sente persa e vede in te e nell'associazione un ancora di salvezza, è una grande gratificazione. Le posizioni più coinvolgenti sono state, a mio avviso, due: una riguardante la richiesta di riconoscimento di status di rifugiato per un cittadino nigeriano, ed una riguardante l'opposizione di un padre italiano alla dichiarazione di adottabilità del figlio minore. Entrambe le posizioni hanno una forte valenza umana e mi hanno coinvolto particolarmente".
Uno degli intenti principali di Avvocato di strada, sia a Parma che nelle altre sedi nazionali, è quella di fare rete, creando un circuito di mutuo aiuto con le altre realtà attive da tempo sul territorio. "Nel corso di quest'anno sono cresciute le collaborazioni, in particolare con la Comunità di Betania, Caritas, Ciac e anche con il Comune di Parma. La cittadinanza non è ancora molto informata sulla nostra attività, ma si sa che ci vuole sempre un pò di tempo per entrare nella mente e nel cuore delle persone: abbinare l'immagine dell'avvocato al volontariato forse non è poi così facile".
Tanti gli obiettivi raggiunti ma ancora molto da fare secondo la referente Serena Piro, che punta anche a una maggiore collaborazione con le istituzioni locali. "Credo che ciò che più potrebbe fare il Comune di Parma è riconoscere la possibilità per le persone senza fissa dimora di ottenere una residenza, sebbene fittizia, e facilitare l'aspetto burocratico, al fine di poter meglio usufruire degli strumenti di sostegno sociale già esistenti. Il mio progetto per il futuro dell'associazione è quello di crescere ancora, specializzarci ognuno in un settore di attività ed essere maggiormente presenti sul territorio, ci sono molte persone che necessitano un aiuto concreto e dobbiamo poterglielo garantire per farle sentire meno  sole".

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