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Gli sfrattati mettono le tende in Piazza Garibaldi

Gli sfrattati mettono le tende in Piazza Garibaldi

Casa, la Rete al nuovo sindaco: "Tavolo sulle politiche abitative"

Lunga missiva a Federico Pizzarotti della Rete Diritti in Casa, che da anni si mobilita a favore degli inquilini: "Nel 2012 700 sfratti e 300 domande per la casa d'emergenza"

Per il nuovo sindaco di Parma Federico Pizzarotti del Movimento 5 Stelle inizia il confronto con i cittadini e le associazioni. Sul tema dell'abitazione a Parma la Rete Diritti in Casa apreda anni uno sportello informativo presso la Casa Cantoniera, si attiva in appoggio agli inquilini sfrattati. In numerose occasioni riesce a mediare con le istituzioni per la ricerca di una soluzione abitativa. A pochi giorni dall'elezione del sindaco il gruppi di cittadini ed attivisti gli ha inviato una lunga missiva dove si chiede la creazione di un tavolo sulle politiche abitative "esigenza già sottolineata in passato che la precedente amministrazione ha colpevolmente ignorato".

LA LETTERA DELLA RETE DIRITTI IN CASA

Senza dubbio la nuova amministrazione dovrà affrontare tra le altre cose il problema del diritto alla casa. La giunta precedente ha lasciato su questo fronte una situazione drammatica: 700 sfratti previsti per il 2012, più di 300 domande per l'assegnazione della casa d'emergenza ma per le famiglie che hanno fatto richiesta non ci sono alloggi disponibili, attualmente solo il 5% dei richiedenti riesce a trovare una sistemazione, e in molti da quanto ci risulta si sono inspiegabilmente trovati 0 punti in graduatoria, nonostante vi siano i requisiti per ottenere un punteggio più alto.

Questo è solo l'aspetto più urgente di una situazione allarmante che dimostra il completo fallimento delle politiche abitative attuate fin'ora dalle amministrazioni precedenti, in particolare il programma di edilizia residenziale (casadesso, parmabitare, housing sociale, ecc ) oltre alla assoluta insufficenza di strutture di emergenza, come i dormitori . Tutto questo ha determinato un'enorme difficoltà da parte dei servizi sociali, i cui operatori mancando denaro, mezzi e strutture sono letteralmente impossibilitati a svolgere coerentemente il proprio lavoro, a scapito di famiglie che improvvisamente vengono a trovarsi in situazioni precarie, e in molti casi per immigrati residenti a Parma anche da 10-15 anni, con figli nati e cresciuti in città, l'unica soluzione proposta è tornare nel loro paese previo pagamento del biglietto!!! Senza alcuna considerazione del fatto che si tratta di persone, disoccupate, licenziate per via della grave crisi economica, che per anni hanno versato contributi e pagato tasse come tutti i lavoratori.

Ancora più grave che questa "soluzione" sia proposta a chi è in italia come rifugiato politico... Paradossalmente in questa realtà allucinante, va apprezzato lo sforzo di alcuni ufficiali giudiziari, e in particolare ci sentiamo di citare Sandro Pella; indipendentemente dalla vicenda giudiziaria che lo ha visto coinvolto, come esponenti della Rete Diritti in Casa, abbiamo potuto constatare la professionalità, e lo spessore umano con cui ha sempre svolto il suo lavoro, cercando ove possibile di bilanciare l'interesse dei proprietari al rilascio dell'immobile con lo stato di necessità delle famiglie, aggravato dall'assenza di adeguate forme di assistenza, adoperandosi in prima persona nello sforzo di arrivare a soluzioni il più possibile non traumatiche ed accettabili per le parti.

Crediamo sia necessario un forte rilancio dell'edilizia residenziale pubblica, anche riconvertendo in tal senso immobili invenduti o non assegnati e rientranti nei precedenti progetti legati ad un "housing sociale" che di sicuro non viene incontro alle fasce più povere della popolazione, unito ad un programma di auto-recupero rispetto ai molti immobili abbandonati presenti in città e in provincia. Riteniamo inoltre improrogabile la necessità di aprire un tavolo di confronto sulle politiche abitative che oltre ai naturali attori istituzionali (prefettura, comune, provincia) tenga conto di tutte le realtà, associazioni e comitati, che operano sul terreno del diritto della casa; esigenza già sottolineata in passato che la precedente amministrazione ha colpevolmente ignorato.

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