Asili, lettera della Paci alle famiglie. Il Comitato. "Siamo perplessi e stupefatti"

Lettera del vicesindaco Nicoletta Paci alle famiglie ad un anno di distanza dagli aumenti. Il Comitato famiglie: "Siamo felici di scoprire che a 35.000 di ISEE si paghi 537,34, ma secondo comunicazione ufficiale dovremmo già essere in fascia massima da 650 Euro. c'è una spiegazione?"

"Stentiamo a credere ai nostri occhi", così il Comitato famiglie reagisce di fronte alla lettera inviata in questi giorni dal vicesindaco Nicoletta Paci alle famiglie con figli iscritti ai servizi per l'infanzia del Comune di Parma.
Nella lettera del vicesindaco qualche premessa introduce la spiegazione più o meno dettagliata delle scelte fatte: "Intendiamo - scrive la Paci - instaurare un rapporto basato su sincerità e consapevolezza per ciò che riguarda il presente dei nostri figli e, in generale dei servizi a loro dedicati"; poi continua: "Il periodo storico e la continua assenza di risorse nazionali riguardanti i servizi educativi, sono stati un duro colpo per le famiglie e per il Comune stesso"; infine conclude: "La politica sin qui sostenuta ha permesso di contenere al meglio e al massimo ogni drammaticità". E la politica intrapresa è quella che conosciamo: gli aumenti sulle rette di nidi e materne e l'eliminazione del Quoziente Parma che, spiega la Paci, ha permesso "di rimuovere maggiori agevolazioni per i redditi superiori, al fine di diminuire la pressione tariffaria sulle fasce economicamente più deboli.

Immediata la risposta del Comitato famiglie che puntualizza alcuni passaggi: "Passi la comunicazione che arriva con diversi mesi di distanza, anzi con un anno, visto che gli aumenti sono stati decisi un anno fa, passi il fatto che la quota del servizio a carico delle famiglie è cresciuta del 2% nei Nidi e del 5% nelle materne, anche se è esperienza comune non smentita che gli aumenti siano stati decisamente più corposi", ma sottolinea il Comitato, "di cosa si compone il costo del servizio?". Il Comune, come spiega nella lettera il vicesindaco, copre il 75% dei costi del servizio, mentre il restante 25% è a carico delle famiglie: "Viene il sospetto - scrive il Comitato famiglie - che nei costi ci finiscano dentro spese che non hanno direttamente a che fare con il servizio, anche perché se il 25 % del costo di un bambino alla materna comunale è pari a 200 Euro, come fanno le private a proporre il servizio allo stesso prezzo (o poco più) che rappresenta il 100% del costo?".

"Poi - si legge ancora nella nota del Comitato - ci sono alcune comunicazioni che lasciano particolarmente perplessi e stupefatti. I conteggi del Nido sono piuttosto fumosi e non coerenti con quanto comunicato in questi mesi. Alleghiamo volantino (SCARICA IL VOLANTINO) di presentazione degli aumenti diramato con massima diffusione dal Comune nel Febbraio 2013 da cui si evince che la retta massima dei nidi passa da 542 Euro a 650 Euro per gli ISEE sopra i 32.000 (non si fa cenno né ai 36.000, né tanto meno a 50.000, cifra ISEE che compare improvvisamente oggi senza NESSUN riscontro documentale o di regolamento). Siamo felici di scoprire che a 35.000 di ISEE si paghi 537,34, ma secondo comunicazione ufficiale dovremmo già essere in fascia massima da 650 Euro. C’è una spiegazione? Si riesce finalmente a fare chiarezza? Perché la scelta iniziale delle famiglie si basa sulla comunicazione di Febbraio 2013, non sulla letterina di oggi ed è giusto che le famiglie abbiano il quadro preciso della situazione per poter scegliere".

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"Infine, - conclude il Comitato famiglie - un accenno ai dati delle scuole materne: ci si dice che rientrano nella fascia massima, la cui retta è raddoppiata il 38% delle famiglie e si che dovevano essere solo i più ricchi a detta della Paci, di Pizzarotti e di Grillo. Non male avere il 38% delle famiglie ricche! Ma soprattutto il dato si ferma ad un ISEE di 19.851. E dopo? Tra 20.000 e 36.000 che succede? Ci può dire la Dottoressa Paci quante famiglie ci sono in quell’intervallo? Tutti ricchi? In sintesi ci permettiamo di suggerire di fare lo sforzo di fornire tutti i dati. 1) Composizione del costo del servizio (il famoso 100% di cui le famiglie pagano il 25%) 2) Calcolo ufficiale delle tariffe del nido, 3) Dati completi della distribuzione delle famiglie nella materna. Fatto questo, crediamo, si potrà dare un giudizio vero e completo su quello che la città ha percepito come un vero e proprio salasso!"

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