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Nidi e materne, si discute sugli sconti. Ma regna la confusione

Presentato ieri in commissione il piano di sconti sulle tariffe delle rette scolastiche. Paci: "Attendiamo il consultivo 2012. Solo allora sapremo come agire". Roberto Ghiretti evidenzia come "questi dati che ci avete presentato non valgono nulla se non si ha tra le mani un consultivo"

Per adesso sono solo ipotesi. Presentate ieri in commissione Servizi educativi le agevolazioni per le tariffe delle rette scolastiche. "Queste sono solo una serie di proposte su agevolazioni per famiglie con più figli - spiega il vicesindaco Nicoletta Paci -. In attesa di avere tra le mani i dati del consultivo 2012. Solo quando sapremo la cifra esatta che avremo a disposizione possiamo iniziare a fare dei ragionamenti su possibili sconti alle rette".

Per quanto riguarda i servizi relativi al nido d'infanzia le ipotesi parlano di una detrazione del 50% a partire dal secondo figlio se si hanno due o più bambini iscritti contemporaneamente al nido, del 30% se si hanno due o più bambini iscritti contemporaneamente alla scuola d'infanzia comunale. Riduzioni concesse in base al valore Isee. Per il nido d'infanzia si parla di un tetto massimo di 32mila euro, per la scuola comunale invece la soglia è di 36 mila euro. "E se invece ho un figlio al nido e uno all'infanzia?" domanda il consigliere grillino Alessandro Mallozzi.

Per adesso non è dato sapere. "È un caso da valutare" risponde il vice sindaco. Idee poco chiare e intanto nell'aula lo spettro del Quoziente Parma c'è anche se nessuno ha il coraggio di chiamarlo col proprio nome. I paragoni con "lo strumento abolito" nascono spontanei. "Costava sì ma funzionava" bacchetta Roberto Ghiretti che evidenzia come "questi dati che ci avete presentato non valgono nulla se non si ha tra le mani un consultivo. Basterebbe anche un pre-consultivo per capire almeno di cosa andiamo a parlare".

Tra gli scontenti anche Giuseppe Bizzi (PD): "Questi sono semplici sconti tariffari mentre lo strumento che avete abolito era un aiuto alla famiglia in quanto tale. L'Isee non tiene conto dell'aumentare dei figli. Questa non progressività veniva corretta dal Quoziente Parma". Ecco finalmente la parola magica. "Il nostro calcolo - ribatte la Paci - è diverso dal metodo usato dalla vecchia amministrazione che modificava i quozienti dell'Isee che invece noi consideriamo un parametro importante. Per il futuro, applicheremo le agevolazioni in base a quello che ci potremo permettere".


Ma anche su questo punto la minoranza ha dei dubbi: "Gli sconti verranno applicati con quale avanzo di bilancio? - chiede Bizzi - Qual è il vincolo che l'amministrazione si dà? Se non sappiamo niente qui si discute di niente. Si fanno ipotesi senza sapere la condizione reale delle famiglie". Poco infatti sono i dati che si hanno a disposizione. Alla materna sono 207 famiglie con due figli iscritti contemporaneamente su un totale di 2955. Al nido i casi calano a 74 su un totale di 1827. "Si rischia - conclude Alessandro Volta - di progettare cose senza avere davanti la situazione reale. Così rischiamo di intervenire sul niente".

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