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Il 'Barone' Borghi a difesa di Pizzarotti. Ghiretti: "Che ognuno faccia il suo mestiere"

"Con un opposizione così resterai a vita". E' questo il messaggio del Rettore a Pizzarotti. Borghi dichiara la paternità della scelta di Marco Ferretti come assessore al Bilancio e attacca la minoranza

Il consigliere di Parma Unita, Roberto Ghiretti, interviene in merito all'intervista pubblicata questa mattina dalla Gazzetta di Parma al Magnifico Rettore nella quale Borghi dichiara la paternità della scelta di Marco Ferretti come assessore al Bilancio e attacca la minoranza scrivendo al sindaco: "Con un opposizione così resterai a vita". Di seguito riportiamo il comunicato di Roberto Ghiretti.

"Questa mattina sottolinea Ghiretti- apprendiamo, leggendo la Gazzetta di Parma, che il sindaco Pizzarotti ha un nuovo formidabile alleato: il rettore dell'Università Loris Borghi. Uno che non si limita a promettere di fare bene il suo mestiere, ma che addirittura annuncia che ergerà un “Vallo Adriano” in nome dell'etica. E che per ben cominciare pontifica su partitocrazia, burocrazia ministeriale e da buon ultimo sfoggia una serie di giudizi sulla minoranza in Consiglio Comunale che definire superficiali è veramente poco. Che dire, complimenti! Innanzitutto vorrei offrire al rettore Borghi un consiglio: visto che, a quanto leggo, con il sindaco lo scambio di sms è frequente, mettetevi d'accordo almeno sulle questioni fondamentali. Il Comune ha dichiarato che l'assessore Ferretti percepirà metà dello stipendio, mentre lei parla di “lavoro gratis”. Questo sempre perché noi saremo un'opposizione “così”, ma anche voi...

Poi, visto che ci siamo, vorrei darle le mia personale interpretazione di cosa sia etico oggi in Italia. Questo Paese farebbe un enorme salto di qualità se ciascuno facesse bene, ma bene bene, il proprio mestiere. Il rettore facesse il rettore, l'opposizione l'opposizione, l'assessore l'assessore e il ricercatore il ricercatore. Perché vede, io non credo proprio che lo stipendio che il suo ateneo paga al professor Ferretti sia per sole 60 ore di lezione all'anno. Altrimenti, per quanto ben retribuito, il professore immagino non avrebbe di che vivere! Ma, come lei ben saprà, oltre alle ore di lezione c'è il ricevimento degli studenti, gli esami e, non ultimo trattandosi di un ricercatore, l'attività di ricerca! Ci sta forse suggerendo che lei pagherà uno stipendio pieno ad un dipendente a mezzo servizio? Se un professore universitario andasse in aspettativa per fare l'assessore chi potrebbe avere qualcosa da ridire! Ma no, come lei ci spiega mirabilmente nell'intervista, il ricercatore se lascia, al ritorno “non trova neanche la sedia”.

E allora ecco l'etico pastrocchio messo in piedi da un sindaco alla ricerca di sponde istituzionali e un rettore a cui evidentemente non basta fare il rettore: sostituire un professionista serio e preparato come Gino Capelli, che per svolgere l'incarico di assessore al Bilancio ha lavorato a tempo pieno, con un ricercatore che, non potendo lasciare il proprio incarico in Università si troverà di fronte a un atroce dilemma: far bene l'assessore o far bene il professore o far male tutte due. E a questo punto le chiedo: magnifico rettore, è questa la sua idea di rivoluzione etica?"

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