Evaso arrestato. Ricerche a vuoto per 40 giorni. Laguardia: 'Danno erariale'

Dunque in quei 40 gioni le indagini sono andate avanti con intercettazioni telefoniche e personale dislocato in diverse città per un costo di migliaia di euro al giorno

Danno erariale. E' questa la denuncia del procuratore capo Gerardo Laguardia che oggi, nel consueto incontro del venerdì con i giornalisti, ha parlato dello spreco di denaro pubblico riguardo alla gestione delle indagini che hanno portato all'arresto dei due evasi dal carcere di Parma lo scorso gennaio: Taulant Toma e Valentin Frokkaj.

Secondo Laguardia, in particolare per quanto riguarda Toma, è mancata la comunicazione tra il Ministero dell'interno e il dipartimento di amministrazione penitenziaria perché per 40 giorni non è stato comunicato che Toma era stato arrestato. Dunque in quei 40 giorni le indagini sono andate avanti con intercettazioni telefoniche e personale dislocato in diverse città per un costo di migliaia di euro al giorno. Il Procuratore per questo ha inviato una lettera al Ministro della Giustizia e al Ministro dell'Interno per comunicare il danno erariale prodotto.

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'Per 40 giorni il mio ufficio e la questura di Parma hanno continuato a lavorare ad un caso praticamente già risolto - ha spiegato il Procuratore -. Lavoro due volte costoso perché ha implicato l'esborso di somme consistenti e la necessità di distogliere personale di polizia da altri incarichi''. La Procura non è ancora in grado di specificare a quanto ammontino le spese sostenute, ma il Procuratore ritiene che esse possano essere quantificate almeno in 1-2 migliaia di euro al giorno.

''Abbiamo continuato a intercettare i telefonini dei sospettati di complicità nell'evasione di Taulant Toma e abbiamo proseguito con le intercettazioni ambientali - ha aggiunto Laguardia - e poi la questura ha inviato alcuni agenti in missione a Pavia con relative spese. Ovviamente tutte attività che hanno necessitato del ricorso a più interpreti della lingua albanese''. Stando alla comunicazione ricevuta il 23 ottobre le responsabilità del ritardo nell'adempimento non sono dell'amministrazione penitenziaria. Risulta infatti che l'amministrazione penitenziaria abbia immediatamente comunicato agli uffici giudiziari di Parma ciò che lo stesso 23 ottobre le veniva comunicato dal Ministero dell'Interno e in particolare dalla Direzione Centrale dei Servizi Antidroga. Il Procuratore ha chiesto ai ministeri competenti di ricostruire l'iter seguito dalla comunicazione dell'arresto da parte della polizia belga in poi per individuare gli uffici responsabili del ritardo.​

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